Presso il Centro San Giuseppe nel Quartiere Italia di Salerno si è svolto un convegno promosso dall’ANP – Associazione Nazionale Dirigenti Pubblici e Alte Professionalità della Scuola, durante il quale è stato presentato ufficialmente il programma educativo “Un Goal al Bullismo”, ideato dall’Antica Scuola Medica Salernitana APS e gestito dalla Federazione Regimen Salerni, in collaborazione con ANP Salerno.
“Un Goal al Bullismo” è pensato come strumento di raccolta e analisi dei dati negli istituti della provincia di Salerno, per realizzare una prima mappatura territoriale del disagio giovanile legato a episodi di bullismo e cyberbullismo. I dati saranno elaborati da un gruppo di lavoro composto da liberi professionisti, docenti universitari e insegnanti, con l’obiettivo di individuare strategie mirate per fasce d’età e aree territoriali.
Il programma è rivolto agli studenti dagli 11 ai 17 anni degli istituti che aderiranno all’iniziativa. Come sottolineato dalla prof.ssa Paola Capone, Presidente dell’Antica Scuola Medica Salernitana APS, e dal direttore Massimo Carmando, Presidente dell’Ente Principato di Salerno, l’iniziativa non sostituisce le attività scolastiche già esistenti, ma fornisce uno strumento conoscitivo preliminare per supportare educatori e dirigenti nella definizione di interventi efficaci.
Il progetto partirà con un beta test nella provincia di Salerno, con l’auspicio di una futura estensione a livello nazionale. Durante l’incontro è stata inoltre presentata la rivista del Principato di Salerno, “HS – Historia Salerni”, e i testi scolastici del programma formativo “Salerno e la sua storia millenaria”, strumenti dedicati alla conoscenza del territorio e delle radici storiche degli studenti.
Il direttore Carmando ha espresso piena soddisfazione per il percorso culturale e formativo promosso dalla Federazione Regimen Salerni, sottolineando l’importanza di coinvolgere i giovani nella società: «I ragazzi non devono essere avulsi dalla comunità, ma diventarne promotori, contribuendo alla costruzione di una società dinamica e solidale».
Salerno, presentato il progetto educativo “Un Goal al Bullismo”
L’iniziativa, coordinata dal presidente provinciale ANP, prof. Claudio Naddeo, Rettore del Convitto Nazionale di Salerno, ha registrato la partecipazione di oltre duecento tra dirigenti scolastici, docenti e operatori del settore educativo. Durante il convegno sono state illustrate le nuove dinamiche di gestione delle istituzioni scolastiche alla luce degli aggiornamenti ministeriali, con particolare attenzione al bullismo e al cyberbullismo, fenomeni di crescente rilevanza nel contesto scolastico.“Un Goal al Bullismo” è pensato come strumento di raccolta e analisi dei dati negli istituti della provincia di Salerno, per realizzare una prima mappatura territoriale del disagio giovanile legato a episodi di bullismo e cyberbullismo. I dati saranno elaborati da un gruppo di lavoro composto da liberi professionisti, docenti universitari e insegnanti, con l’obiettivo di individuare strategie mirate per fasce d’età e aree territoriali.
Il programma è rivolto agli studenti dagli 11 ai 17 anni degli istituti che aderiranno all’iniziativa. Come sottolineato dalla prof.ssa Paola Capone, Presidente dell’Antica Scuola Medica Salernitana APS, e dal direttore Massimo Carmando, Presidente dell’Ente Principato di Salerno, l’iniziativa non sostituisce le attività scolastiche già esistenti, ma fornisce uno strumento conoscitivo preliminare per supportare educatori e dirigenti nella definizione di interventi efficaci.
Il progetto partirà con un beta test nella provincia di Salerno, con l’auspicio di una futura estensione a livello nazionale. Durante l’incontro è stata inoltre presentata la rivista del Principato di Salerno, “HS – Historia Salerni”, e i testi scolastici del programma formativo “Salerno e la sua storia millenaria”, strumenti dedicati alla conoscenza del territorio e delle radici storiche degli studenti.
Il direttore Carmando ha espresso piena soddisfazione per il percorso culturale e formativo promosso dalla Federazione Regimen Salerni, sottolineando l’importanza di coinvolgere i giovani nella società: «I ragazzi non devono essere avulsi dalla comunità, ma diventarne promotori, contribuendo alla costruzione di una società dinamica e solidale».

