Salerno, picchia la moglie davanti ai figli: 37 video mostrati al Tribunale, sospesi gli incontri tra i figli e il padre

La vicenda è approdata davanti al Tribunale attraverso un ricorso per separazione giudiziale. Il materiale video acquisito agli atti ha assunto un ruolo centrale nella valutazione dei magistrati, chiamati a stabilire quali misure adottare per tutelare i tre minori.
Salerno, violenze sulla moglie davanti ai figli: 37 video finiscono in Tribunale
Gli episodi contestati si sarebbero verificati all'interno di un esercizio commerciale nel quartiere Pastena, a Salerno, gestito dai due coniugi. A registrare le scene sono state due telecamere di videosorveglianza, installate rispettivamente nella sala e nella cucina del locale.
I 37 filmati depositati nel procedimento civile mostrerebbero diversi episodi nei quali le discussioni tra marito e moglie sarebbero degenerate in aggressioni fisiche. Dalle immagini emergerebbero schiaffi, pugni all'addome, strattonamenti e mani strette intorno al collo della donna. In alcune sequenze si vedrebbero anche sedie rovesciate violentemente sul pavimento del locale.
Particolarmente delicata una delle scene documentate: un bambino assiste alla lite tra i genitori e tenta di intervenire, mettendosi tra il padre e la madre per fermare l'aggressione. Elementi che hanno assunto un peso determinante nella valutazione del Tribunale, soprattutto per le possibili conseguenze sulla serenità e sulla sicurezza dei figli.
Il Tribunale sospende gli incontri tra il padre e i bambini
Il procedimento ha avuto origine dal ricorso per separazione giudiziale presentato il primo giugno dall'avvocato Vicinanza. Il 27 agosto, dopo aver ascoltato entrambi i coniugi ed esaminato il materiale video, il collegio della sezione Famiglia del Tribunale di Salerno ha disposto un provvedimento temporaneo di tutela.
I giudici hanno sospeso gli incontri in presenza tra il padre e i tre figli, rispettivamente di 10, 9 e 6 anni. La decisione è arrivata prima dell'udienza fissata per oggi, martedì 27 ottobre, in considerazione della necessità di valutare tempestivamente la situazione dei bambini.
Il Tribunale ha inoltre disposto la nomina di un curatore speciale per i minori, l'acquisizione di una relazione dei servizi sociali e l'avvio di un percorso di sostegno psicologico. Si tratta di misure finalizzate a comprendere le condizioni emotive dei bambini e a individuare le modalità più appropriate per tutelarli.
Nessuna denuncia della moglie
Un aspetto significativo della vicenda riguarda l'assenza di precedenti denunce. La donna, infatti, non si sarebbe mai rivolta alle forze dell'ordine per denunciare le presunte aggressioni del marito. Non risultano neppure referti medici o interventi delle autorità in relazione agli episodi documentati.
Nonostante questo, il Tribunale ha ritenuto necessario prendere in considerazione quanto emerge dalle registrazioni. Secondo il collegio, il materiale acquisito documenterebbe «non una mera conflittualità coniugale», ma episodi nei quali il marito avrebbe superato il piano dello scontro verbale, assumendo comportamenti fisicamente aggressivi nei confronti della moglie.
I giudici hanno evidenziato che la mancanza di denunce o certificazioni mediche «non esclude la rilevanza» delle condotte documentate dalle telecamere. Il procedimento civile, del resto, ha una finalità diversa da quello penale: in questa fase non si tratta di stabilire eventuali responsabilità per specifici reati, ma di verificare se la frequentazione con il padre possa avvenire in condizioni compatibili con la tutela dei minori.
I bambini non vogliono incontrare il padre: la posizione dei genitori
Nel corso del procedimento, la madre ha riferito ai giudici il disagio manifestato dai figli ogni volta che si prospettava la possibilità di incontrare il padre. Una situazione che il Tribunale ha ritenuto meritevole di ulteriori approfondimenti, anche attraverso il coinvolgimento di professionisti e servizi specializzati.
Dal canto suo, il padre ha chiesto ai magistrati di intervenire affinché potesse riprendere a vedere i bambini, sottolineando anche l'importanza di mantenere i rapporti con i nonni e con gli altri familiari paterni.
Il collegio, tuttavia, non ha ritenuto possibile disporre nell'immediato la ripresa degli incontri, confermando la necessità di approfondire le condizioni dei tre figli prima di assumere ulteriori decisioni. La sospensione della frequentazione in presenza rimane, allo stato, una misura temporanea.
Attesa per l'udienza
Il procedimento torna oggi davanti al Tribunale di Salerno. Un ruolo importante nelle prossime valutazioni sarà affidato ai servizi sociali, al curatore speciale nominato per i bambini e agli specialisti incaricati del sostegno psicologico.
Le loro relazioni dovranno contribuire a chiarire le ragioni del disagio manifestato dai minori e a stabilire se, e a quali condizioni, sarà possibile riprendere i rapporti con il padre. Resta centrale la distinzione tra il procedimento di separazione e un eventuale accertamento penale delle condotte contestate. Per ora, la priorità individuata dal Tribunale è la protezione dei tre bambini, nell'attesa degli ulteriori approfondimenti necessari a valutare il futuro delle relazioni familiari.

