Il confronto politico in vista delle prossime elezioni comunali di Salerno entra in una fase decisiva, con il Movimento 5 Stelle che mette sul tavolo un aut aut rivolto al Partito democratico: la costruzione del campo largo deve valere senza eccezioni, a livello locale come nazionale, oppure la frattura rischia di estendersi fino alle elezioni politiche come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La posizione del Movimento 5 Stelle viene ribadita con toni chiari: nessuna disponibilità a sostenere un progetto politico riconducibile all’ex governatore campano. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di un’alternativa che ricalchi l’alleanza già sperimentata a Napoli e in Regione Campania, coinvolgendo Pd, forze progressiste e mondi civici. In questo schema, non sarebbero previste soluzioni differenziate per Salerno né ipotesi di arretramento simbolico da parte del Partito democratico.
Al centro del confronto c’è anche il metodo. I rappresentanti del M5S sottolineano la volontà di partire dai programmi e dai contenuti, rimandando la scelta del candidato a una fase successiva. Tuttavia, l’identikit tracciato guarda a una figura in grado di segnare una discontinuità generazionale e politica rispetto al passato amministrativo della città. L’ipotesi più accreditata, al momento, sarebbe quella di una candidatura femminile, giovane e non riconducibile agli attuali assetti di potere.
Sul versante delle alleanze, i contatti con le altre forze del campo progressista risultano in corso. I socialisti, in particolare, vengono indicati come interlocutori strategici, anche alla luce del quadro regionale, dove l’alleanza di governo vede una convergenza stabile tra Pd, M5S e Psi. La presenza di doppie geometrie politiche, una a Napoli e un’altra a Salerno, viene descritta come difficilmente sostenibile nel medio periodo.
Nel dibattito si inseriscono anche esponenti di Sinistra Italiana, che ribadiscono la propria collocazione alternativa rispetto a De Luca e sollecitano un’accelerazione nella costruzione della coalizione, con un’apertura esplicita alle realtà civiche del territorio. Parallelamente, il Partito democratico si trova ad affrontare altre criticità in Campania, come la situazione di Castellammare di Stabia, dove è in corso un confronto interno sul futuro dell’amministrazione comunale.
Salerno, M5S alza il muro in vista delle elezioni comunali
Il tema è emerso con chiarezza nel corso di un’iniziativa pubblica promossa dai pentastellati e dedicata allo sviluppo del Mezzogiorno, appuntamento che ha rappresentato di fatto un passaggio politico in vista del voto amministrativo di maggio. Sullo sfondo, il possibile ritorno sulla scena cittadina di Vincenzo De Luca, pronto a candidarsi nuovamente alla guida del Comune dopo le dimissioni del sindaco Enzo Napoli, che diventeranno effettive nei prossimi giorni. Un passaggio formale che segna l’avvio del conto alla rovescia elettorale e costringe il centrosinistra locale a una scelta netta.La posizione del Movimento 5 Stelle viene ribadita con toni chiari: nessuna disponibilità a sostenere un progetto politico riconducibile all’ex governatore campano. L’obiettivo dichiarato è la costruzione di un’alternativa che ricalchi l’alleanza già sperimentata a Napoli e in Regione Campania, coinvolgendo Pd, forze progressiste e mondi civici. In questo schema, non sarebbero previste soluzioni differenziate per Salerno né ipotesi di arretramento simbolico da parte del Partito democratico.
Al centro del confronto c’è anche il metodo. I rappresentanti del M5S sottolineano la volontà di partire dai programmi e dai contenuti, rimandando la scelta del candidato a una fase successiva. Tuttavia, l’identikit tracciato guarda a una figura in grado di segnare una discontinuità generazionale e politica rispetto al passato amministrativo della città. L’ipotesi più accreditata, al momento, sarebbe quella di una candidatura femminile, giovane e non riconducibile agli attuali assetti di potere.
Sul versante delle alleanze, i contatti con le altre forze del campo progressista risultano in corso. I socialisti, in particolare, vengono indicati come interlocutori strategici, anche alla luce del quadro regionale, dove l’alleanza di governo vede una convergenza stabile tra Pd, M5S e Psi. La presenza di doppie geometrie politiche, una a Napoli e un’altra a Salerno, viene descritta come difficilmente sostenibile nel medio periodo.
Nel dibattito si inseriscono anche esponenti di Sinistra Italiana, che ribadiscono la propria collocazione alternativa rispetto a De Luca e sollecitano un’accelerazione nella costruzione della coalizione, con un’apertura esplicita alle realtà civiche del territorio. Parallelamente, il Partito democratico si trova ad affrontare altre criticità in Campania, come la situazione di Castellammare di Stabia, dove è in corso un confronto interno sul futuro dell’amministrazione comunale.

