La giornata napoletana della segretaria nazionale del Partito democratico, Elly Schlein, si apre con due dossier campani destinati a pesare sull’agenda politica del Nazareno: le tensioni in corso a Salerno e la crisi ormai conclamata a Castellammare di Stabia. Due vicende diverse, ma accomunate da forti contrasti interni e da decisioni che rischiano di produrre effetti rilevanti sugli equilibri del partito in vista delle prossime scadenze elettorali come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
Pd sotto pressione: Salerno e Castellammare casi politici
A Salerno, lo scenario resta incandescente. L’ex governatore Vincenzo De Luca preme affinché diventino effettive, già da venerdì prossimo, le dimissioni del sindaco dem, con l’obiettivo di rientrare rapidamente in gioco nella sua storica roccaforte politica. Una prospettiva che apre a un confronto diretto e potenzialmente durissimo tra la leadership nazionale del partito e l’ex presidente della Regione, nonostante i tentativi messi in campo dal Nazareno per convincere il primo cittadino a ritirare l’atto. Pressioni che, allo stato, non avrebbero prodotto risultati.Ma il fronte più delicato resta quello di Castellammare di Stabia. La città che per decenni ha rappresentato uno dei simboli della sinistra italiana era stata indicata come uno dei segnali più evidenti del rilancio dem sotto la nuova segreteria. Poco più di due anni fa, a poche settimane dall’elezione di Schlein alla guida del Pd, la visita a Castellammare per salutare l’adesione di un gruppo di operai Fincantieri al partito aveva assunto un forte valore simbolico. A rafforzare quell’immagine era arrivata, di lì a poco, la vittoria elettorale di Luigi Vicinanza, candidato civico sostenuto dal Pd, capace di riportare il centrosinistra alla guida del Comune.
La parabola politica, però, si è rapidamente complicata. Nel giro di pochi mesi si sono susseguiti passaggi critici: l’uscita di Sandro Ruotolo dal consiglio comunale, l’apertura di un’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto due consiglieri di maggioranza e, infine, l’avvio di una commissione d’accesso. Un quadro che ha spinto il partito nazionale a prendere le distanze dall’amministrazione stabiese, arrivando a una decisione senza precedenti: il ritiro del sostegno politico all’attuale esperienza di governo cittadino.
Nei giorni scorsi, nel tentativo di evitare un ulteriore deterioramento, si è svolta una riunione in collegamento tra il sindaco Vicinanza, esponenti di primo piano del Pd regionale e nazionale e la dirigenza campana. Sul tavolo una possibile strategia d’uscita: dimissioni immediate del primo cittadino, accompagnate dall’impegno del partito a sostenerne una nuova candidatura. Una proposta che non ha trovato il consenso del sindaco, deciso a restare al suo posto nonostante l’avvertimento di un possibile isolamento politico in caso di arrivo della commissione d’accesso.
Il passo successivo è stato quindi lo strappo formale, con la presa di distanza ufficiale del Pd. Una scelta maturata anche per evitare che la presenza della segretaria nazionale a Napoli coincidesse con l’esplosione di un nuovo caso politico. Intanto, a Castellammare, i consiglieri dem restano al loro posto e sono stati convocati per un confronto in Federazione, mentre sullo sfondo si avvicina il congresso provinciale e la definizione degli assetti del Pd napoletano.

