Il centro antico di Salerno si prepara a fare da palcoscenico a un eccezionale incrocio tra scienza d'avanguardia, espressione cinematografica e grande fotografia. In occasione della chiusura della grande mostra diffusa dedicata alla produzione artistica e alla visione del mondo di Fabrizio De André — rassegna che ha registrato un enorme successo di pubblico raccogliendo oltre centosessanta creazioni negli spazi storici cittadini — l'associazione Tempi Moderni ha pianificato due appuntamenti di altissimo profilo culturale per i Racconti del Contemporaneo.
La discussione esplorerà le insospettabili convergenze tra la costruzione della narrativa filmica e le leggi che governano la materia e il tempo. Se l'arte della cinepresa affonda le sue radici storiche nei meccanismi della percezione visiva e dell'ottica, nel corso dell'ultimo secolo il grande schermo ha dimostrato una straordinaria capacità di tradurre in immagini e suoni i paradossi più complessi della relatività, l'espansione dello spazio-tempo e la natura invisibile delle particelle, offrendo una sponda umanistica alla comprensione scientifica. Il dibattito vedrà i saluti istituzionali del Rettore dell'ateneo salernitano Virgilio D'Antonio e l'introduzione di Marco Russo.
Il weekend di chiusura si aprirà invece domenica 31 maggio sotto il segno della storia della musica. Sempre a Palazzo Fruscione è in programma una serata speciale focalizzata sul lavoro di Guido Harari, uno dei massimi maestri della fotografia contemporanea in Italia e figura centrale della mostra stessa.
Il programma prevede in prima battuta la proiezione del film documentario "Sguardi randagi", diretto dal regista Daniele Cini, che ripercorre le tappe fondamentali della carriera del fotografo. Successivamente, la giornalista Valeria Saggese introdurrà una tavola rotonda guidata dallo storico dell'immagine Giovanni Fiorentino, attuale guida della Società Italiana per lo studio della Fotografia. Il confronto con l'autore e il regista svelerà i retroscena, gli aneddoti e la genesi visiva dietro i ritratti fotografici che hanno impresso nella memoria collettiva i volti di leggende mondiali come David Bowie, Kate Bush, Lou Reed, Frank Zappa, arrivando fino alle storiche istantanee che hanno immortalato l'universo privato e pubblico dello stesso Fabrizio De André.
Per chi volesse approfondire la straordinaria portata delle ricerche scientifiche del professore atteso a Salerno, è possibile visionare la Lezione ufficiale del Premio Nobel Michel Devoret. In questo filmato, registrato direttamente a Stoccolma presso l'Accademia delle Scienze, il celebre fisico illustra in modo approfondito le sue scoperte rivoluzionarie sui fenomeni quantistici macroscopici e sulla transizione verso gli atomi artificiali, fornendo una chiave di lettura preziosa per comprendere le basi dei moderni computer quantistici prima di vederlo dialogare con il mondo del cinema.
Salerno, la fisica quantistica incontra il cinema nel nome di De André
Il momento più atteso vedrà salire in cattedra la ricerca scientifica e la teoria dei media. Nella serata di lunedì primo giugno, le sale di Palazzo Fruscione ospiterà un confronto intitolato "Navighiamo su fragili vascelli", che metterà in dialogo il critico e docente di cinema alla Yale University Francesco Casetti con il fisico Michel Henri Devoret, professore emerito presso il medesimo ateneo statunitense e insignito del Premio Nobel per la fisica nel 2025.La discussione esplorerà le insospettabili convergenze tra la costruzione della narrativa filmica e le leggi che governano la materia e il tempo. Se l'arte della cinepresa affonda le sue radici storiche nei meccanismi della percezione visiva e dell'ottica, nel corso dell'ultimo secolo il grande schermo ha dimostrato una straordinaria capacità di tradurre in immagini e suoni i paradossi più complessi della relatività, l'espansione dello spazio-tempo e la natura invisibile delle particelle, offrendo una sponda umanistica alla comprensione scientifica. Il dibattito vedrà i saluti istituzionali del Rettore dell'ateneo salernitano Virgilio D'Antonio e l'introduzione di Marco Russo.
Il weekend di chiusura si aprirà invece domenica 31 maggio sotto il segno della storia della musica. Sempre a Palazzo Fruscione è in programma una serata speciale focalizzata sul lavoro di Guido Harari, uno dei massimi maestri della fotografia contemporanea in Italia e figura centrale della mostra stessa.
Il programma prevede in prima battuta la proiezione del film documentario "Sguardi randagi", diretto dal regista Daniele Cini, che ripercorre le tappe fondamentali della carriera del fotografo. Successivamente, la giornalista Valeria Saggese introdurrà una tavola rotonda guidata dallo storico dell'immagine Giovanni Fiorentino, attuale guida della Società Italiana per lo studio della Fotografia. Il confronto con l'autore e il regista svelerà i retroscena, gli aneddoti e la genesi visiva dietro i ritratti fotografici che hanno impresso nella memoria collettiva i volti di leggende mondiali come David Bowie, Kate Bush, Lou Reed, Frank Zappa, arrivando fino alle storiche istantanee che hanno immortalato l'universo privato e pubblico dello stesso Fabrizio De André.
Per chi volesse approfondire la straordinaria portata delle ricerche scientifiche del professore atteso a Salerno, è possibile visionare la Lezione ufficiale del Premio Nobel Michel Devoret. In questo filmato, registrato direttamente a Stoccolma presso l'Accademia delle Scienze, il celebre fisico illustra in modo approfondito le sue scoperte rivoluzionarie sui fenomeni quantistici macroscopici e sulla transizione verso gli atomi artificiali, fornendo una chiave di lettura preziosa per comprendere le basi dei moderni computer quantistici prima di vederlo dialogare con il mondo del cinema.

