Salerno, gestivano le
piazze di spaccio e attraverso contatti con gli albanesi, riuscivano a far arrivare ad Acerno grossi carichi di stupefacente. Sono le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Sabino De Maio e Carmine Marino ad illustrare agli inquirenti il
modus operandi del gruppo criminale, facente capo a
Sabato Di Lascio e Alfredo Cuozzo, dedito allo spaccio e sgominato con l'operazione «Servitium» conclusasi con l'esecuzione di 26 misure cautelari.
Spaccio di droga a Salerno, il modus operandi
De Maio spiega agli inquirenti che Cuozzo e Di Lascio dividevano a metà gli
incassi, ed è sempre il collaboratore a indicare gli albanesi Ermal Luku ed Ervini Maloku quali
fornitori di
sostanze stupefacenti provenienti dall'estero e dalla Toscana. Le accuse di De Maio trovano conferma.
L'11 aprile 2018, pochi giorni dopo la sua deposizione, è il pentito Marino, sotto protezione, a dichiarare di conoscere Sabato Di Lascio «uomo di Acerno che, tra il 2013 e il 2014, lo aveva messo in contatto con soggetti di nazionalità albanese che trafficano sostanze stupefacenti,
prevalentemente cocaina, mediante autovetture predisposte
all'occultamento della
droga». Marino spiega agli inquirenti che gli albanesi provenivano non solo da Acerno ma anche dal comune avellinese di
Montella. Gli inquirenti hanno ormai chiuso il cerchio: sono Sabato Di Lascio e Alfredo Cuozzo i
capi indiscussi dell'associazione. Gestiscono la contabilità, sovrintendono a tutte le attività illecite, governano le piazze di spaccio e garantiscono all'organizzazione l'approvvigionamento di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti tramite contatti con i fornitori stranieri e italiani e anche attraverso la diretta coltivazione della droga.