Si sono concluse nel sangue le ultime ore di vita di un 50enne di origine rumena nel comune di Salerno come riportato dal quotidiano Il Mattino nell'articolo a firma di Brigida Vicinanza.
Il corpo ormai privo di vita dell'uomo, una figura già nota agli archivi giudiziari e sprovvista di documenti d'identità al momento del ritrovamento, è affiorato alle prime luci dell'alba nell'area cortilizia interna di un condominio situato in via Camillo Sorgente, a poca distanza dalla caserma Pisacane.
Secondo le prime evidenze logiche e i rilievi svolti sul campo, l'uomo avrebbe prima provato a scardinare l'accesso principale del palazzo servendosi di una lama da taglio recuperata dagli agenti vicino al cadavere, per poi virare verso il cortile posteriore. L'intento plausibile era arrampicarsi sulla facciata fino a raggiungere il balcone di una conoscente che risiede nello stabile — una donna con cui sussisteva un legame o un interesse affettivo — prima di scivolare rovinosamente nel vuoto da un'altezza considerevole.
Alcuni condomini hanno dichiarato agli agenti intervenuti (prima le Volanti della Questura di Salerno e successivamente la Scientifica con il medico legale) di aver avvertito un forte boato intorno alla mezzanotte di mercoledì, coperto però dalle tenebre notturne. Solamente al mattino un residente ha scorto la sagoma a terra scatenando i soccorsi. La stessa testimone che abitava nell'immobile ha poi confermato alle forze dell'ordine l'identità del soggetto.
Al momento le registrazioni dei circuiti di sorveglianza della zona e gli interrogatori condotti dal dirigente Barbati escludono l'intervento diretto o l'aggressione da parte di terzi, confermando lo scenario del drammatico incidente domestico da quota elevata.
Il corpo ormai privo di vita dell'uomo, una figura già nota agli archivi giudiziari e sprovvista di documenti d'identità al momento del ritrovamento, è affiorato alle prime luci dell'alba nell'area cortilizia interna di un condominio situato in via Camillo Sorgente, a poca distanza dalla caserma Pisacane.
Salerno, 50enne trovato morto in un cortile
L'ipotesi principale al vaglio degli inquirenti della Squadra Mobile salernitana, sotto la direzione del primo dirigente Elvio Barbati, propende per una fatalità tragica legata a una bravata o a un tentativo di effrazione fallito.Secondo le prime evidenze logiche e i rilievi svolti sul campo, l'uomo avrebbe prima provato a scardinare l'accesso principale del palazzo servendosi di una lama da taglio recuperata dagli agenti vicino al cadavere, per poi virare verso il cortile posteriore. L'intento plausibile era arrampicarsi sulla facciata fino a raggiungere il balcone di una conoscente che risiede nello stabile — una donna con cui sussisteva un legame o un interesse affettivo — prima di scivolare rovinosamente nel vuoto da un'altezza considerevole.
Alcuni condomini hanno dichiarato agli agenti intervenuti (prima le Volanti della Questura di Salerno e successivamente la Scientifica con il medico legale) di aver avvertito un forte boato intorno alla mezzanotte di mercoledì, coperto però dalle tenebre notturne. Solamente al mattino un residente ha scorto la sagoma a terra scatenando i soccorsi. La stessa testimone che abitava nell'immobile ha poi confermato alle forze dell'ordine l'identità del soggetto.
Al momento le registrazioni dei circuiti di sorveglianza della zona e gli interrogatori condotti dal dirigente Barbati escludono l'intervento diretto o l'aggressione da parte di terzi, confermando lo scenario del drammatico incidente domestico da quota elevata.

