Eventi e Cultura

Salerno Design Week 2026 da record: la seconda edizione chiude con oltre quattromila presenze e un incremento del sessanta per cento

Occhio di Salerno
Salerno Design Week 2026 da record: la seconda edizione chiude con oltre quattromila presenze e un incremento del sessanta per cento
Un bilancio oltremodo positivo segna la chiusura della seconda edizione della Salerno Design Week, la kermesse diffusa ideata e promossa da Confindustria Salerno con il sostegno della Camera di Commercio e il patrocinio degli enti locali e regionali.

La manifestazione, sviluppata attorno al tema Alchimie del Design, ha registrato oltre quattromila presenze dal 16 al 20 settembre, mettendo a segno un balzo in avanti del sessanta per cento rispetto ai venticinquecento visitatori dell'anno precedente. Un afflusso destinato a crescere ulteriormente nei mesi autunnali grazie al prolungamento della mostra Pottergeist, allestita negli spazi della Pinacoteca Provinciale e visitabile fino al prossimo 30 novembre.

Salerno Design Week 2026 da record: la seconda edizione chiude con oltre 4mila presenze

Il programma ha trasformato il comune di Salerno in un grande laboratorio creativo grazie a una rete composta da sei mostre, nove talk, quattro laboratori, quattordici AperiDesign e ventisei attività commerciali coinvolte nell'iniziativa In Vetrina, con l'adesione di circa ottanta imprese e settanta designer di livello internazionale.

Tra le figure di primo piano che hanno animato dibattiti e momenti espositivi figurano Giorgetto Giugiaro, lo Studio Gensler, ZHA Architects, Spagnulo e Partners, Lorenzo Damiani e Nicola Flora, affiancati dai contributi accademici del DIARC della Federico II e dell'Università Luigi Vanvitelli. I progetti presentati hanno abbracciato molteplici ambiti, dal design automobilistico alla filigrana orafa, passando per la rigenerazione urbana del waterfront e del sagrato della Chiesa di Sant'Anna al Porto.

«Alchimie del Design è stata la parola giusta per raccontare questi cinque giorni perché ha permesso di mettere in scena il processo trasformativo che il design innesca, dalla piccola alla grande scala. Abbiamo mostrato come la filiera non sia fatta soltanto di progettisti e studi di architettura, ma coinvolga imprese, capitali e professionalità tecniche che insieme costruiscono le città del domani», ha dichiarato Giovanna Basile, presidente del Gruppo Design, Tessile e Sistema Casa di Confindustria Salerno.

A rimarcare il valore strategico della rassegna per la crescita economica e l'attrattività del territorio è intervenuta anche Stefania Rinaldi, vicepresidente dell'associazione degli industriali con delega al Made in Italy e all'Internazionalizzazione: «La Salerno Design Week 2026 ha confermato il Made in Italy come motore di internazionalizzazione e rigenerazione territoriale. Portare Salerno al centro della cultura del progetto significa investire in un'economia della bellezza capace di generare valore turistico e sociale e di portare le eccellenze locali su un palcoscenico internazionale». La valenza culturale e il forte radicamento sociale dell'evento sono stati infine evidenziati da Vittoria Marino, coordinatrice scientifica dell'iniziativa e docente dell'Università del Sannio, che ha ribadito come la manifestazione sia riuscita a mettere in relazione settori produttivi eterogenei restituiendo alla comunità locale un ruolo attivo e consapevole nelle dinamiche della progettazione contemporanea.
Condividi