L’Azienda ospedaliero-universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno ha programmato uno stanziamento di quasi 2,4 milioni di euro per prestazioni aggiuntive nel primo trimestre dell’anno, con l’obiettivo prioritario di garantire la piena operatività del pronto soccorso e dell’area di emergenza-urgenza come riportato dal quotidiano Il Mattino oggi in edicola.
La restante quota viene ripartita tra gli altri plessi aziendali: quasi 450mila euro sono assegnati all’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, 429.500 euro al presidio “Fucito” di Mercato San Severino e 308mila euro alla struttura di Castiglione di Ravello. Il Ruggi, articolato su quattro sedi, registra mediamente oltre 125mila accessi annui al pronto soccorso, circa 25mila ricoveri ordinari, 60mila accessi in day hospital e 16mila interventi chirurgici.
La struttura salernitana svolge inoltre il ruolo di centro hub per reti tempo-dipendenti come infarto miocardico acuto e ictus, ed è sede di uno dei quattro centri regionali Sten per il trasporto neonatale, con un bacino di riferimento di circa 9.500 nascite l’anno. Tuttavia, la carenza di personale medico nell’area dell’emergenza-urgenza resta un nodo strutturale. I concorsi pubblici banditi negli ultimi mesi non hanno prodotto risultati significativi, così come non ha dato esito la richiesta di supporto ad altre aziende sanitarie regionali attraverso convenzionamenti.
L’adozione delle prestazioni aggiuntive si inserisce nel vincolo dell’invarianza finanziaria: il parametro di riferimento è la spesa sostenuta nel 2021, pari a 6,4 milioni di euro per attività straordinarie. Considerando le successive assegnazioni regionali, il tetto complessivo per l’anno in corso è fissato a quasi 8,5 milioni di euro.
Sul fronte delle liste d’attesa, tra il 2020 e il 2024 la Regione Campania ha destinato oltre 212 milioni di euro, finanziati dallo Stato, per il recupero delle prestazioni arretrate: più di 48 milioni alle strutture pubbliche e oltre 163 milioni alle private accreditate. Nel confronto tra il primo trimestre 2024 e lo stesso periodo del 2025 si registra un incremento del 12% delle prime visite erogate nei tempi previsti e dell’8% per la diagnostica, calcolato sulla media delle classi di priorità (urgenti, brevi, differibili e programmate).
Tra le specialità, la prima visita oncologica segna un +46,75%, mentre nella diagnostica spiccano la polipectomia del colon (+45,04%) e la spirometria globale (+25,37%). In controtendenza alcune prestazioni, come la fotografia del fundus (-13,59%) e l’elettromiografia semplice per arto superiore (-6,95%), che registrano una flessione nel rispetto dei tempi garantiti.
Ruggi, 2,4 milioni per coprire i turni in emergenza
Nel dettaglio, il piano prevede 30.616 ore complessive di attività in regime di autoconvenzionamento tra l’1 gennaio e il 31 marzo. Circa la metà delle risorse, pari a 1,2 milioni di euro per 15.099 ore, è destinata al presidio di via San Leonardo, struttura centrale del Dea di secondo livello che serve un bacino di utenza esteso anche oltre i confini provinciali.La restante quota viene ripartita tra gli altri plessi aziendali: quasi 450mila euro sono assegnati all’ospedale Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, 429.500 euro al presidio “Fucito” di Mercato San Severino e 308mila euro alla struttura di Castiglione di Ravello. Il Ruggi, articolato su quattro sedi, registra mediamente oltre 125mila accessi annui al pronto soccorso, circa 25mila ricoveri ordinari, 60mila accessi in day hospital e 16mila interventi chirurgici.
La struttura salernitana svolge inoltre il ruolo di centro hub per reti tempo-dipendenti come infarto miocardico acuto e ictus, ed è sede di uno dei quattro centri regionali Sten per il trasporto neonatale, con un bacino di riferimento di circa 9.500 nascite l’anno. Tuttavia, la carenza di personale medico nell’area dell’emergenza-urgenza resta un nodo strutturale. I concorsi pubblici banditi negli ultimi mesi non hanno prodotto risultati significativi, così come non ha dato esito la richiesta di supporto ad altre aziende sanitarie regionali attraverso convenzionamenti.
L’adozione delle prestazioni aggiuntive si inserisce nel vincolo dell’invarianza finanziaria: il parametro di riferimento è la spesa sostenuta nel 2021, pari a 6,4 milioni di euro per attività straordinarie. Considerando le successive assegnazioni regionali, il tetto complessivo per l’anno in corso è fissato a quasi 8,5 milioni di euro.
Sul fronte delle liste d’attesa, tra il 2020 e il 2024 la Regione Campania ha destinato oltre 212 milioni di euro, finanziati dallo Stato, per il recupero delle prestazioni arretrate: più di 48 milioni alle strutture pubbliche e oltre 163 milioni alle private accreditate. Nel confronto tra il primo trimestre 2024 e lo stesso periodo del 2025 si registra un incremento del 12% delle prime visite erogate nei tempi previsti e dell’8% per la diagnostica, calcolato sulla media delle classi di priorità (urgenti, brevi, differibili e programmate).
Tra le specialità, la prima visita oncologica segna un +46,75%, mentre nella diagnostica spiccano la polipectomia del colon (+45,04%) e la spirometria globale (+25,37%). In controtendenza alcune prestazioni, come la fotografia del fundus (-13,59%) e l’elettromiografia semplice per arto superiore (-6,95%), che registrano una flessione nel rispetto dei tempi garantiti.

