Le vacanze natalizie stanno per finire e già si pensa a come sarà la ripartenza del prossimo 7 gennaio. Il Governo è al lavoro per garantire una ripresa in sicurezza e al momento sembra che stia frenando sulla ripartenza di alcuni settori che, secondo il parere degli scienziati, potrebbero far aumentare il numero di contagi da Covid-19.
Coronavirus e riaperture a gennaio: quali sono i settori più a rischio?
Palestre,
piscine,
teatri,
cinema e
centri estetici sono le attività più a
rischio. La valutazione, soprattutto per quanto riguarda le
Regioni che a
metà gennaio torneranno in
zona gialla, è già iniziata e la conferma è arrivata dal
Cts, dove è stato aperto un
tavolo tecnico con il ministero dello Sport per riuscire ad
accelerare i
tempi e a permettere alle persone, in particolare ai giovani, di
riprendere l’
attività fisica.
Dpcm in scadenza il 15 gennaio
I tempi, però, non sembrano così brevi, soprattutto tenendo conto dell’
indice Rpt (nuovi positivi su tamponi effettuati), che ha sfiorato di nuovo il
15%. Il
Dpcm attualmente in vigore scade il
15 gennaio e solvato intorno a quella data si potranno decidere le
nuove aperture. La possibilità di tornare in palestra è a rischio.
In discussione c’è la possibilità di
contingentare ulteriormente gli
ingressi e di vietare gli accessi agli
spogliatoi. Entro il
6 gennaio gli scienziati elaboreranno una serie di
proposte per garantire il
rapporto uno a uno, con l’insegnante che svolgerebbe solo
lezioni singole.
Nelle
piscine si sta valutando la possibilità di far entrare una persona a corsia.
Vincenzo Spadafora, ministro dello
Sport, sa che le sette del
Governo saranno condizionate dall’andamento della
curva epidemiologica, ma in questi giorni sta lavorando per riaprire almeno quelle specialità che possono essere svolte in modo individuale.
Cinema e teatri a rischio slittamento
La
riapertura di
cinema e
teatri rischia di
slittare ulteriormente, così come quella delle sale da concerto. In questo caso il problema non è all’interno delle strutture, ma più che altro all’esterno con le
file agli
ingressi. La riapertura dei
musei potrebbe essere più semplice, sempre con ingressi contingentati e su prenotazione.
Ristoratori sul piede di guerra
I gestori dei
locali pubblici sono pronti alla battaglia in quanto, dopo le
limitazioni imposte nel
periodo festivo,
bar e
ristoranti, che hanno già un protocollo davvero molto rigido, che prevede un
massimo di
4 persone a
tavola, potrebbero non tornare ad accogliere i clienti a pranzo e a cena. Assolutamente escluso un eventuale via libera per i grandi eventi, le discoteche e tutte quelle occasioni che prevedono un numero alto di persone nello stesso luogo.
Il sito del Ministero della Salute