NAPOLI. Qui di seguito una nota dell'associazione Arcadia / Rete difesa Vesuvio.
Nota rischio idrogeologico Vesuvio
Dopo aver inoltrato all'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, ai sindaci vesuviani e alle Procure un esposto contenente la mappatura georeferenziata di tutte le discariche abusive in area protetta, la Rete Difesa Vesuvio, composta da numerose associazioni ambientaliste, mette in guardia le istituzioni sul dissesto idrogeologico nell'area vesuviana attraverso un comunicato. Per la Rete si sta profilando un disastro annunciato, frutto di anni di incuria e di politiche inadeguate, acuito dall'incendio che ha devastato ampie aree del Vesuvio nel 2017: smottamenti, comparsa di voragini profonde metri, caduta di alberi, ostruzione dei canali di scorrimento dell'acqua, assenza di pulizia e di manutenzione delle briglie, accumulo di anomale quantità di detriti a valle in occasione di precipitazioni violente sono i segni di un dissesto che preoccupa tecnici ed esperti. Pareri emersi in seno a un'audizione regionale della Commissione Ambiente e che spingono la Rete a chiedere alle parti politiche di assumere degli impegni concreti, tenendo conto dei monitoraggi che gli attivisti continuano a produrre e rendere pubblici, e agli operatori dell'informazione di dare il giusto spazio alle segnalazioni.
In particolare, la Rete chiede:
- Interventi immediati, coordinati con le comunità locali e la cittadinanza attiva, atti a mettere in sicurezza il territorio nell'immediato e a far fronte alla grave situazione di dissesto idrogeologico;
- Che vengano intraprese con serietà azioni di prevenzione degli incendi, visto che dopo il disastro del 2017, al di là del profluvio di promesse e dichiarazioni, nulla è stato realizzato;
- Che, oltre al rilancio turistico dell'area Parco previsto dal Grande Progetto Vesuvio, siano intraprese azioni per la bonifica ed il ripristino dei boschi bruciati, la riforestazione e la messa in sicurezza del territorio, dato che non si può fare turismo su ceneri e frane.

