Racconti dalla verde Irpinia, un viaggio tra storia, cultura, gastronomia e racconti antichi. Questa settimana a Contrada.
Viaggio tra i comuni della verde Irpinia, tra cultura, gastronomia e racconti antichi. Questa settimana Contrada.
Racconti dalla verde Irpinia, questa settimana tappa a Contrada
Il Paese: Contrada
Superficie territorio: Kmq10,31 Nome abitanti: Contradesi Fiere e feste: 24 giugno, San Giovanni; 6 dicembre San Nicola. La zona in età romana rientrava nella vicina Atripalda. Sepolcri e frammenti fittili segnalate nel suo territorio fanno pensare alla presenza nell'ager di stazionamenti rustici e lager schiavisti. Tracce del così detto acquedotto Claudio di epoca imperiale, sono poi state evidenziate in passato e al di sotto dell'attuale nucleo abitativo. Nel primo documento del 1213, in cui si accenna al paese, il luogo è citato come contrada di Bagnoli, piccolo centro di epoca medievale a pochi chilometri dal centro e disabitato già dal XIV secolo. Nello stesso atto di donazione redatto presso la chiesa di S. Maria di Materdomini, si fa menzione dell'allora feudatario di Contrada Giacomo Francisio, signore di Monteforte e Forino. Dipendente quindi dal signore su detto. Nel 1268 era in possesso di Guido de Montefort, dal quale per via matrimoniale lo ereditarono Romanello Orsini e nel 1485, il consigliere del re, Guido Orsini, Federico d'Aragona concesse al napoletano Giovanni Cicinello, Forino con il casale di Contrada, che passò successivamente a Porza Villani (1559) e a Marco Cecere (1572). Dal 1552 il casale divenne comune autonomo, ma feudalmente continuò a dipendere dai signori di Forino. Nel 1604, le rendite di Contrada sono acquisite da Camillo Caracciolo, famiglia alla quale rimase in possesso fino alla fine del feudalesimo. (spunti storici dal libro di Giampiero Galasso – I Comuni dell'Irpinia 1989)Da visitare
Chiesa del Carmine
Edificata nel 600 e completamente ristrutturata in stile barocco nel corso del XVIII secolo. All'interno vi sono l'altare maggiore in marmi policromi, una tela settecentesca con la rappresentazione della Madonna del Carmine, una tela del 1709 di A. Solimena, raffigurante la Madonna con il bambino tra S. Alberto e S. Maria dei Pazzi.Chiesa di San Giovanni Battista
Edificio eretto nel XV secolo, anche se quello attuale, stile barocco, risale alla seconda metà del XVIII secolo. Notevoli all'interno sono una tela del 600 della Madonna del Rosario con altri santi e ben quindici piccoli quadri che simboleggiano episodi del Nuovo Testamento, una tela del 700 che raffigura San Giovanni ed un dipinto del 1789 di Eugenio Vigilante rappresentante l'episodio dell'Assunzione.Chiesa di Sant'Antonio da Padova
Edificio risalente il 1756, vi si accede da un portale di pietra riccamente ornato.Palazzo settecentesco
Appartenuto alle famiglie Mansis e Villa Altamura, vi si accede dalla chiesa della Madonna di Monserrato.Il Racconto: La farina delle janare
A metà luglio Aitano e la moglie Sisina, avevano finito al mietitura. Quella sera tornarono a casa più stanchi del solito . Aitano disse:
- Sisi, ho fame, Fammi un bel 'piatto di lagane . -
- La farina è finita, devi andare presto al mulino a macinare. -
- Va bene! Ci vado dopo che abbiamo mangiato. Intanto che tu prepari, io riempio i sacchi di grano!-
- Buona notte e buona mattina, posso unirmi a voi, così che il cerchio della danza diventi più largo! -
- E tu, in compenso, possa sempre trovare farina nei tuoi sacchi! Ma non darne a nessuno, altrimenti ti finirà tutta in una volta! -

