Le recenti decisioni del Tribunale amministrativo regionale, con le sentenze n. 167, 168, 169 e 170 del 2026, hanno dichiarato illegittime le proroghe delle concessioni demaniali al 2027 adottate dal Comune di Positano.
Il motivo è chiaro: l’assenza di atti formali di avvio delle procedure di gara, in violazione delle norme europee e nazionali.
L’avvertimento per Vietri sul Mare
Secondo il gruppo consiliare di minoranza Vietri che Vogliamo, la situazione emersa a Positano sarebbe del tutto sovrapponibile a quella di Vietri sul Mare.
Un quadro che, spiegano i consiglieri Alessio Serretiello, Antonella Scannapieco e Maurizio Celenta, espone il Comune e i concessionari a potenziali conseguenze giuridiche e amministrative di rilievo.
Le criticità già segnalate in Consiglio comunale
Il gruppo di minoranza ricorda di aver sollevato la questione già durante il Consiglio comunale del 18 luglio 2024. In quella sede, spiegano i consiglieri, fu messo a verbale che le proroghe delle concessioni demaniali erano state approvate senza un reale e documentato avvio delle gare pubbliche, rendendo gli atti vulnerabili sotto il profilo legale.
Una proposta ignorata dalla maggioranza
Durante la discussione consiliare, “Vietri che Vogliamo” aveva anche avanzato una proposta di modifica alla delibera, con l’obiettivo di renderla conforme al quadro normativo europeo e nazionale.
Secondo i consiglieri, la maggioranza avrebbe però respinto ogni confronto, scegliendo di procedere comunque all’approvazione della delibera.
Nessuna risposta su concessioni e canoni
Un altro punto critico riguarda la mancata trasparenza sulle concessioni demaniali esistenti e sul pagamento dei relativi canoni.
Il gruppo di minoranza afferma di aver chiesto più volte chiarimenti in sede consiliare, senza mai ottenere risposte ufficiali dall’amministrazione comunale.
Per “Vietri che Vogliamo”, quanto sta emergendo rappresenta l’ennesima conferma di una gestione ritenuta approssimativa e incapace di confrontarsi con un quadro normativo complesso, che include anche strumenti regionali come il Puad. Norme che, sottolineano, dovrebbero essere semplicemente applicate.
“Il demanio non è un bene privato”
"I fatti ci stanno dando ragione ma avremmo preferito essere ascoltati prima, per evitare a Vietri sul Mare di trovarsi nella stessa situazione di Positano", concludono Serretiello, Scannapieco e Celenta.
Un richiamo netto al principio secondo cui il mare, le spiagge e il demanio marittimo non sono beni privati, ma risorse pubbliche che richiedono regole chiare e atti amministrativi solidi.

