Il progetto di ampliamento del porto commerciale di Salerno continua a suscitare forti perplessità nei comuni della Costa d’Amalfi, in particolare a Vietri sul Mare, che teme un impatto ambientale difficile da sostenere. Dopo la manifestazione del 4 gennaio a Salerno, alla quale hanno preso parte anche alcuni sindaci della Costiera per difendere la morfologia della costa e segnalare i possibili danni ambientali legati all’ampliamento dello scalo e alle nuove rotte navali, il confronto istituzionale si è spostato a Napoli.
L’incontro all’Autorità Portuale
Il 13 gennaio, presso la sede dell’Autorità Portuale del Mar Tirreno, si è svolta una riunione ritenuta decisiva. In quella sede, il presidente Eliseo Cuccaro aveva assicurato che nessuna modifica all’imbocco del porto commerciale né al Molo di Ponente avrebbe compromesso il tratto di costa al confine con Vietri sul Mare.
All’incontro erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale Luca Cascone, il sindaco di Cetara e presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’Amalfi Fortunato Della Monica, e la vicesindaca di Vietri sul Mare Angela Infante.
In quell’occasione sarebbe stato illustrato anche un nuovo progetto, privo di ampliamenti significativi, con il molo “3 Gennaio” destinato esclusivamente ai pescherecci salernitani. Per molti, l’allarme sembrava rientrato.
Nuovi dubbi sul Piano regolatore portuale
A riaccendere la polemica è stato però, nei giorni successivi, un intervento pubblico del giornalista Enzo Ragone, tra i promotori della protesta. In un post sui social, Ragone ha evidenziato come nella proposta del nuovo Piano regolatore portuale, attualmente all’esame dei ministeri competenti, ricompaia un ampliamento del Molo di Ponente di oltre 200 metri in direzione Vietri, oltre all’estensione della vecchia darsena, con dimensioni paragonabili – se non superiori – a quelle di Piazza della Libertà.
Il confronto con le associazioni ambientaliste
Da qui la convocazione di un nuovo incontro a Salerno, che ha visto il confronto tra il presidente Cuccaro e diverse realtà ambientaliste: Italia Nostra, il Comitato Giù le mani dalla spiaggia, il Comitato Salute e Vita, oltre a tecnici e professionisti del territorio.
Nel corso della riunione, Cuccaro ha proposto un percorso definito “virtuoso e trasparente”, mettendo a disposizione la documentazione necessaria e chiarendo che il Piano rappresenta solo un primo step, ereditato e ancora nella fase iniziale di osservazioni e pareri.
Le rassicurazioni e l’impegno al dialogo
Il presidente dell’Autorità Portuale ha sottolineato che l’iter progettuale è ancora lungo e complesso, assicurando che sotto la sua guida non verranno assunte decisioni capaci di deturpare la Costa d’Amalfi.
L’incontro si è concluso con l’impegno a verificare l’intero procedimento amministrativo e a riconvocare le parti a distanza di due settimane, per evitare scelte irreversibili o dannose.
Vigilare sul futuro della costa
Resta ora la necessità di mantenere alta l’attenzione, affinché l’ingresso costiero della Costa d’Amalfi non venga progressivamente assimilato a un’area urbana di Salerno, snaturandone identità e paesaggio.
Nel frattempo, nel capoluogo procede il progetto di riqualificazione dell’area di Santa Teresa, pensato per rafforzare il rapporto tra città e porto turistico, con nuovi spazi verdi, aree sportive ed eventi collegati alla Stazione Marittima.
Uno scenario che alimenta il confronto: mentre Salerno ridisegna il proprio waterfront, la Costiera continua a fare i conti con turismo e traffico crescenti, spesso senza servizi adeguati per i residenti. Un equilibrio ancora tutto da costruire.

