Cronaca

Omicidio Gaetano Russo a Sarno, scontro tra Borrelli e gli avvocati Mancuso: interviene il Movimento Forense

Carla Castellano
Omicidio Gaetano Russo a Sarno, scontro tra Borrelli e gli avvocati Mancuso: interviene il Movimento Forense

Un avvocato non può essere identificato con il proprio assistito né essere attaccato per averne assunto la difesa. È il principio richiamato dal Movimento Forense di Nocera Inferiore, intervenuto nella polemica che coinvolge il deputato Francesco Emilio Borrelli e gli avvocati Giuseppe e Aniello Mancuso, impegnati nel procedimento giudiziario per l'omicidio di Gaetano Russo, il panettiere ucciso a Sarno.

L'associazione forense ha diffuso una nota di solidarietà nei confronti dei due professionisti, criticando duramente alcune dichiarazioni attribuite al parlamentare e diffuse attraverso i social. La vicenda si inserisce nel contesto dell'apertura del processo davanti alla Corte d'Assise di Salerno, nel quale figura come imputato Andrea Sirica.

Omicidio Gaetano Russo, il Movimento Forense interviene nella polemica con Borrelli

Secondo quanto denunciato dal Movimento Forense, gli avvocati Mancuso sarebbero stati destinatari di attacchi personali e professionali da parte del deputato Francesco Emilio Borrelli.

Nella nota si fa riferimento ad alcune espressioni utilizzate dal parlamentare sui social, tra cui quella che avrebbe descritto un difensore come «sodale di chi ha commesso un omicidio».

L'associazione contesta inoltre le affermazioni che, secondo la sua ricostruzione, avrebbero attribuito ai legali l'intenzione di favorire la liberazione di persone accusate di reati per ragioni economiche.

Per il Movimento Forense, simili dichiarazioni rischiano di compromettere il rispetto dovuto alla funzione dell'avvocato, soprattutto quando riguardano professionisti impegnati in un procedimento penale. Le contestazioni sono contenute nella nota dell'associazione e rappresentano la posizione espressa dai suoi firmatari.

«Il difensore non è il suo assistito»: il richiamo alla Costituzione

La presa di posizione della sezione di Nocera Inferiore si concentra sul significato del diritto di difesa e sul ruolo che gli avvocati svolgono nell'amministrazione della giustizia.

Secondo il Movimento Forense, confondere chi esercita la difesa con la persona sottoposta a processo significa mettere in discussione una delle garanzie fondamentali dell'ordinamento.

L'associazione richiama espressamente l'articolo 24 della Costituzione, che tutela il diritto di ogni cittadino ad agire in giudizio e a difendersi. La funzione del legale, sottolineano i rappresentanti del Movimento, consiste nell'assicurare all'assistito le garanzie previste dalla legge, indipendentemente dalla gravità delle accuse contestate.

«L'avvocato non difende il reato: garantisce la legalità del giudizio», si legge nella nota.

Viene inoltre ricordato che le norme deontologiche impongono al professionista di svolgere il proprio incarico nel rispetto della legge, senza che ciò comporti un'identificazione con le condotte attribuite all'imputato.

La questione dell'accertamento della capacità di intendere e di volere

Nel documento diffuso dall'associazione viene affrontato anche il tema della richiesta di una perizia per verificare la capacità di intendere e di volere dell'assistito.

Si tratta di una questione che rientra nell'ambito delle garanzie processuali e degli strumenti attraverso i quali la difesa può chiedere accertamenti sulle condizioni dell'imputato, secondo le modalità previste dalla legge.

Il Movimento Forense richiama questo aspetto per ribadire che l'esercizio delle prerogative difensive non dovrebbe diventare motivo di attacchi personali nei confronti degli avvocati.

La richiesta di rispetto per la professione forense

La sezione di Nocera Inferiore ritiene particolarmente grave che le espressioni contestate provengano da un rappresentante delle istituzioni.

Nella nota, l'associazione parla di «populismo giudiziario», criticando quella che considera una strumentalizzazione dell'attività difensiva per finalità politiche.

Il comunicato esprime quindi piena solidarietà a Giuseppe e Aniello Mancuso, riaffermando la necessità di distinguere il giudizio sui fatti contestati a un imputato dalla valutazione dell'attività svolta dai suoi difensori.

La polemica accompagna l'avvio del processo per la morte di Gaetano Russo, una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Sarno.

Sul piano giudiziario, sarà la Corte d'Assise di Salerno ad accertare le eventuali responsabilità dell'imputato, nel rispetto del contraddittorio e della presunzione di innocenza. Un percorso nel quale, come ribadisce il Movimento Forense, il diritto alla difesa rappresenta una garanzia fondamentale per tutti.

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