Cronaca

Porto di Salerno, niente fondi alla Culp: la Cgil contesta l’Autorità portuale, in bilico un centinaio di posti di lavoro

Alessia Benincasa
Porto di Salerno, niente fondi alla Culp: la Cgil contesta l’Autorità portuale, in bilico un centinaio di posti di lavoro
La Cgil Salerno e la Filt Cgil hanno espresso una dura contestazione nei confronti dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale dopo la conferma dei mancati fondi destinato alla Culp “Flavio Gioia” di Salerno. Morra e Apadula sollecitano il presidente Cuccaro: “Serve un cambio di direzione”. Nel mirino anche la concentrazione delle scelte su Napoli

Porto di Salerno, niente fondi alla Culp: la Cgil contesta l’Autorità portuale, in bilico un centinaio di posti di lavoro

La Cgil Salerno e la Filt Cgil hanno espresso una dura contestazione nei confronti dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Tirreno Centrale dopo la conferma della mancata concessione, per gli anni 2025 e 2026, del sostegno economico previsto dall’articolo 199 del decreto legge 34 del 2020 destinato alla Culp “Flavio Gioia” di Salerno, società che garantisce la fornitura di manodopera portuale temporanea.

La decisione, assunta dopo la riunione del 16 settembre, secondo le organizzazioni sindacali potrebbe avere conseguenze su circa cento dipendenti e sulle rispettive famiglie. “Non è ammissibile trincerarsi dietro valutazioni di carattere tecnico e amministrativo facendo ricadere poi gli effetti delle decisioni sui lavoratori”, hanno dichiarato Carmen Morra, segretaria generale della Filt Cgil Salerno, e Antonio Apadula, segretario generale della Cgil Salerno, rivolgendosi al presidente dell’Autorità, Eliseo Cuccaro.

Il pronunciamento

Il sindacato fa riferimento anche a una recente decisione del Consiglio di Stato, nella quale viene stabilito che, prima di procedere con autorizzazioni all’autoproduzione, occorre valutare anche la possibilità di utilizzare l’impresa incaricata della somministrazione di lavoro temporaneo disciplinata dall’articolo 17 della legge 84 del 1994.

Le organizzazioni precisano che il provvedimento non è direttamente riferito alla questione del contributo, ma ritengono che rafforzi il principio secondo cui tale impresa rappresenta un elemento fondamentale dell’organizzazione portuale e non possa essere considerata marginale o facilmente rimpiazzabile sulla base delle esigenze del momento.

Secondo Cgil e Filt, il mancato finanziamento sarebbe inoltre in contrasto con l’orientamento espresso dal ministero delle Infrastrutture, che ha esteso la durata della misura con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività e la salvaguardia dell’occupazione.

I sindacati inseriscono la vicenda anche in un contesto che, a loro giudizio, sarebbe caratterizzato da un progressivo ridimensionamento dello scalo di Salerno e da una crescente concentrazione delle decisioni sul porto di Napoli. Da qui la precisazione: “L’Autorità di Sistema non può essere identificata esclusivamente con il porto di Napoli”.

Le organizzazioni dei lavoratori sollecitano inoltre maggiore chiarezza sull’utilizzo delle risorse economiche e sulle spese sostenute dall’ente portuale. Viene ricordato che lo sciopero programmato per l’11 e il 12 settembre era stato sospeso proprio per favorire il dialogo con le istituzioni. Ora, in mancanza di un’inversione di rotta, Cgil e Filt annunciano un possibile inasprimento della vertenza.
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