Il futuro di 110 famiglie del Porto di Salerno è appeso a un filo dopo il muro alzato dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale (AdSP MTC). Cgil Salerno e Filt Cgil hanno lanciato un duro grido d'allarme per la situazione della Culp Flavio Gioia, denunciando il mancato sblocco dei sostegni economici previsti dall'articolo 199, fondamentali per ammortizzare i periodi di crisi lavorativa nello scalo.
I sindacati chiedono con forza la partecipazione della Regione Campania e dei vertici del porto per chiarire ufficialmente le ragioni di questo diniego. Senza una soluzione immediata che garantisca gli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale, la mobilitazione è destinata a inasprirsi: i lavoratori hanno già dichiarato lo stato di agitazione e non si escludono scioperi o blocchi delle attività portuali nelle prossime settimane. Per le sigle di categoria, negare questi diritti significa non solo colpire i lavoratori, ma mettere in ginocchio l'intera economia del territorio campano
Porto di Salerno, negati i sussidi ai portuali: scatta lo stato di agitazione
La tensione è esplosa a seguito della delibera numero 59, con la quale il Comitato di Gestione dell'Autorità ha negato i contributi destinati ai lavoratori dell'articolo 17. Una decisione che i sindacati definiscono incomprensibile, specialmente a fronte delle gravi ricadute occupazionali che rischiano di minare la competitività stessa dello scalo salernitano. Nonostante il sindaco di Salerno abbia definito "indispensabile" un confronto, le richieste di convocazione di un tavolo istituzionale presso la Prefettura sono rimaste, finora, senza risposta.I sindacati chiedono con forza la partecipazione della Regione Campania e dei vertici del porto per chiarire ufficialmente le ragioni di questo diniego. Senza una soluzione immediata che garantisca gli strumenti di sostegno previsti dalla normativa nazionale, la mobilitazione è destinata a inasprirsi: i lavoratori hanno già dichiarato lo stato di agitazione e non si escludono scioperi o blocchi delle attività portuali nelle prossime settimane. Per le sigle di categoria, negare questi diritti significa non solo colpire i lavoratori, ma mettere in ginocchio l'intera economia del territorio campano

