Consiglio di Stato conferma l’illegittimità del vicesegretario di Pollica senza laurea. Il Comune condannato a pagare 3.000 euro e ribadito il principio sui requisiti per incarichi pubblici. Lo riporta InfoCilento.
Consiglio di Stato conferma: vicesegretario di Pollica senza laurea non valido
Il Consiglio di Stato ha messo fine a una lunga controversia legale tra il Comune di Pollica e il Ministero dell’Interno, confermando l’illegittimità dell’incarico di vicesegretario comunale affidato a chi non possiede i requisiti accademici previsti. Al centro della disputa c’era la possibilità di sostituire il segretario titolare della sede convenzionata con un vicesegretario privo di diploma di laurea, pratica già contestata dalla Prefettura di Napoli nel 2005, che aveva invitato l’ente a sospendere l’uso di tale figura.
La sentenza del Consiglio di Stato
I giudici di Palazzo Spada hanno confermato la decisione del TAR Campania, respingendo l’appello del Comune come infondato. La nota della Prefettura, pur non essendo un nuovo provvedimento, richiamava la validità dei divieti stabiliti nel 2005, chiarendo che l’assenza di laurea rimane un vincolo insuperabile per esercitare le funzioni vicarie del segretario comunale. Il tentativo del Comune di riaprire il ricorso è stato interpretato come un modo per aggirare gli effetti della precedente estinzione processuale, senza introdurre elementi istruttori nuovi.
Spese di giudizio e principio stabilito
Oltre al rigetto dell’appello, il Consiglio di Stato ha condannato il Comune al pagamento delle spese legali, pari a 3.000 euro, a favore dell’Amministrazione statale. La decisione ribadisce un principio fondamentale per la pubblica amministrazione: il conferimento di incarichi di rilievo, come quelli di segretario o vicesegretario comunale, è vincolato al possesso dei titoli di studio richiesti dalla legge, e atti che si limitano a ricordare tali obblighi non sono impugnabili senza nuovi elementi istruttori.

