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Redazione Occhio Notizie10/08/2019

I papiri di Ercolano: il patrimonio librario più antico del mondo

I papiri di Ercolano rappresentano il patrimonio librario più antico del mondo, contribuendo, così, in maniera significativa alla nostra storia. Ai giorni nostri siamo in grado di poter usufruirne e di poter studiarli, proprio "grazie" all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Ora le opere sono visibili al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Papiri di Ercolano: dove e come furono ritrovati?

I rotoli di papiro furono scoperti a circa 25 mt di profondità, nella metà del ‘700 durante gli scavi borbonici ad Ercolano (avviati nel 1738) sotto una coltre di materiali piroclastici tra i 300 e 320°. Sono stati rinvenuti nelle casse della biblioteca di Villa dei Papiri nota anche come Villa dei Pisoni.   papiri

La Villa dei Papiri

La Villa dove sono stati trovati i papiri costituiva una stupefacente residenza sul mare. In cui vi era un lungo portico che abbracciava una natatio, ossia l’odierna piscina che ospitava statue e busti di filosofi, tra questi quelli Epicuro, del suo successore nella cura del Giardino, Ermarco di Mitilene, e di Metrodoro di Lampsaco, che insieme con Polieno furono collaboratori di Epicuro e della sua dottrina.

Papiri di Ercolano: la biblioteca di Villa dei Pisoni

La biblioteca era situata all’interno della villa dei Pisoni, il cui nome deriva proprio da quello del proprietario di quest'ultima Lucio Calpurnio Pisone che la fece costruire. Ercolano diviene il maggior centro di diffusione di filosofia greca grazie all'opera di matrice filosofica di Filodemo di Gadara contenuta proprio in tale biblioteca.

Filodemo di Gadara: chi era?

Filodemo divenne un personaggio illustre nella società romana grazie al suo fondo librario: noto ad Orazio, a Virgilio dedicò alcuni suoi scritti, e suo interlocutore fu anche Lucrezio. E portò con sé dalla Grecia un vasto patrimonio letterario che attingeva da Epicuro e dai suoi seguaci, seppur differenziandosi da questi ultimi per il suo avvicinamento alla poesia che veniva soppiantata dagli Epicurei, i quali erano invece protesi verso la ricerca della felicità mediante la conoscenza, il sapere e l'edonismo. Le opere sono ora visibili al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

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