L’indagine annuale condotta da Altroconsumo sui prezzi degli stabilimenti balneari per l'estate 2026 rivela una tendenza evidente: andare al mare sta diventando sempre più costoso, tra le spiagge più care c'è anche Palinuro.
Secondo i dati raccolti, le località di Taormina e Giardini Naxos vantano i rincari più significativi, pari al 16% rispetto al 2025, seguite da Alghero (+14%) e Gallipoli (+10%). Nelle altre destinazioni, gli aumenti risultano più contenuti e oscillano tra il 2% e il 7%.
Alassio rimane la località più onerosa dell'indagine: una settimana in prima fila sotto l’ombrellone con due lettini costa mediamente 368 euro. Al contrario, Lignano si distingue come la meta dal prezzo più abbordabile, con una spesa media di 164 euro per lo stesso servizio. Analizzando il costo delle prime quattro file degli stabilimenti, si calcola una spesa settimanale media di 238 euro per la prima fila, 229 euro per la seconda, 219 euro per la terza e, infine, 210 euro dalla quarta fila in poi.
Analizzando i dati di Palinuro nel Cilento, su 14 stabilimenti monitorati emerge una tariffa media di 188 euro per una postazione completa di ombrellone, due lettini e, in alcuni casi, il posto auto. Scendendo nel dettaglio, si spendono 157 euro dalla quarta fila, 178 euro dalla terza fila, 193 euro dalla seconda e fino a 218 euro in prima fila.
Un fenomeno parallelo a questa crescita dei prezzi è la diminuzione delle spiagge libere. Per molti cittadini, queste rappresentano l’unica alternativa economicamente accessibile. Tuttavia, gli spazi ad accesso libero continuano a diventare sempre più rari. Una proposta interessante arriva dal Comune di Spotorno, che ha deciso di estendere le aree di spiaggia libera offrendo servizi essenziali come pulizia, salvataggio, docce e bagni senza costi aggiuntivi per i visitatori.
L’indagine ha anche analizzato le preferenze degli italiani riguardo la scelta tra la spiaggia libera e gli stabilimenti balneari. Il risultato ha mostrato un panorama frammentato: il 37% opta per spiagge attrezzate (stabilimenti o zone con servizi a pagamento), mentre il 35% sceglie principalmente spiagge libere con o senza servizi. Il restante 28% è favorevole a entrambi i modelli.
Chi preferisce gli stabilimenti generalmente lo fa per via dei servizi e delle attrezzature disponibili (80%), mentre la gratuità (79%) e la libertà di scegliere ogni giorno una location diversa (63%) sono le principali motivazioni indicate da coloro che frequentano le spiagge libere.
Infine, riguardo alle concessioni balneari, molti consumatori reclamano una riforma del settore. Il 63% auspica una riduzione dei costi per questi servizi e uno su due ritiene necessaria l’introduzione di un meccanismo di rotazione periodica nella gestione dei lidi per incentivare maggiore concorrenza e migliorarne l'efficienza.
Estate 2026, Palinuro è tra le spiagge più care d'Italia: l'indagine di Altroconsumo
L’indagine annuale condotta da Altroconsumo sui prezzi degli stabilimenti balneari per l'estate 2026 rivela una tendenza evidente: andare al mare sta diventando sempre più costoso. Lo studio, basato su un campione di 222 stabilimenti in 10 località italiane, registra un aumento medio dei prezzi del 6% rispetto allo scorso anno e del 24% nell’arco degli ultimi cinque anni, con rincari che raggiungono punte del 16% in alcune mete.Secondo i dati raccolti, le località di Taormina e Giardini Naxos vantano i rincari più significativi, pari al 16% rispetto al 2025, seguite da Alghero (+14%) e Gallipoli (+10%). Nelle altre destinazioni, gli aumenti risultano più contenuti e oscillano tra il 2% e il 7%.
Alassio rimane la località più onerosa dell'indagine: una settimana in prima fila sotto l’ombrellone con due lettini costa mediamente 368 euro. Al contrario, Lignano si distingue come la meta dal prezzo più abbordabile, con una spesa media di 164 euro per lo stesso servizio. Analizzando il costo delle prime quattro file degli stabilimenti, si calcola una spesa settimanale media di 238 euro per la prima fila, 229 euro per la seconda, 219 euro per la terza e, infine, 210 euro dalla quarta fila in poi.
Analizzando i dati di Palinuro nel Cilento, su 14 stabilimenti monitorati emerge una tariffa media di 188 euro per una postazione completa di ombrellone, due lettini e, in alcuni casi, il posto auto. Scendendo nel dettaglio, si spendono 157 euro dalla quarta fila, 178 euro dalla terza fila, 193 euro dalla seconda e fino a 218 euro in prima fila.
Un fenomeno parallelo a questa crescita dei prezzi è la diminuzione delle spiagge libere. Per molti cittadini, queste rappresentano l’unica alternativa economicamente accessibile. Tuttavia, gli spazi ad accesso libero continuano a diventare sempre più rari. Una proposta interessante arriva dal Comune di Spotorno, che ha deciso di estendere le aree di spiaggia libera offrendo servizi essenziali come pulizia, salvataggio, docce e bagni senza costi aggiuntivi per i visitatori.
L’indagine ha anche analizzato le preferenze degli italiani riguardo la scelta tra la spiaggia libera e gli stabilimenti balneari. Il risultato ha mostrato un panorama frammentato: il 37% opta per spiagge attrezzate (stabilimenti o zone con servizi a pagamento), mentre il 35% sceglie principalmente spiagge libere con o senza servizi. Il restante 28% è favorevole a entrambi i modelli.
Chi preferisce gli stabilimenti generalmente lo fa per via dei servizi e delle attrezzature disponibili (80%), mentre la gratuità (79%) e la libertà di scegliere ogni giorno una location diversa (63%) sono le principali motivazioni indicate da coloro che frequentano le spiagge libere.
Infine, riguardo alle concessioni balneari, molti consumatori reclamano una riforma del settore. Il 63% auspica una riduzione dei costi per questi servizi e uno su due ritiene necessaria l’introduzione di un meccanismo di rotazione periodica nella gestione dei lidi per incentivare maggiore concorrenza e migliorarne l'efficienza.

