La Conferenza Episcopale Italiana ha reso noto il rendiconto 2024 relativo all’assegnazione dei fondi dell’otto per mille alle diocesi italiane. Per la provincia di Salerno, le risorse complessive ammontano a 18,3 milioni di euro, con un incremento del 20,97% rispetto ai 14,5 milioni dell’anno precedente.
L’arcidiocesi ha realizzato 60 progetti utilizzando le somme ricevute. La parte più consistente, 3,4 milioni di euro, è stata destinata al sostentamento del clero. Circa 931mila euro hanno riguardato la tutela del patrimonio culturale, con restauri e interventi su opere d’arte e edifici di culto. Le attività di culto e pastorale, incluse iniziative per famiglie e oratori, hanno assorbito 756mila euro.
Il sostegno sociale ha riguardato diversi ambiti: 488mila euro per percorsi formativi e attività giovanili, 349mila euro per l’assistenza ai poveri tramite beni materiali e generi alimentari, 103mila euro per il supporto a disabili, anziani e malati, 200mila euro per il dormitorio “Don Tonino Bello” di Salerno, con accoglienza e percorsi di reinserimento sociale per circa 30 persone. Fondi minori sono stati impiegati per la giustizia, la legalità, il contrasto alla dispersione scolastica e il sostegno allo sviluppo dei popoli.
Tra il 2019 e il 2025, l’arcidiocesi ha mobilitato circa 4 milioni di euro per interventi edilizi e restauri, finanziati per il 70% dall’otto per mille e per il 30% da comunità parrocchiali e donatori privati. Tra i principali progetti figurano la nuova parrocchia di Torrione Alto (2,4 milioni) e il Centro pastorale “San Giuseppe” a Santa Margherita (1,3 milioni). I lavori hanno interessato anche altre località della provincia, come le chiese di San Benedetto e dell’Immacolata a Pontecagnano Faiano e la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Belvedere, nel comune di Battipaglia. Gli interventi, secondo il rendiconto, mirano a preservare “simboli di identità collettiva, custodi di fede e arte sacra”.
Otto per mille: alla provincia di Salerno 18,3 milioni di euro
L’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno riceve la quota maggiore, pari a 6,1 milioni di euro. Seguono la diocesi di Nocera Inferiore-Sarno con 3,4 milioni, quella di Vallo della Lucania con 3,1 milioni, Teggiano-Policastro con 2,9 milioni e l’arcidiocesi di Amalfi-Cava de’ Tirreni con 2,3 milioni. All’abbazia della Santissima Trinità di Cava vengono assegnati 272mila euro. La Cei ha ricordato che l’iter prevede tre anni dalla firma dei contribuenti al ricevimento dei fondi, più due anni per la rendicontazione delle spese al Ministero dell’Interno.L’arcidiocesi ha realizzato 60 progetti utilizzando le somme ricevute. La parte più consistente, 3,4 milioni di euro, è stata destinata al sostentamento del clero. Circa 931mila euro hanno riguardato la tutela del patrimonio culturale, con restauri e interventi su opere d’arte e edifici di culto. Le attività di culto e pastorale, incluse iniziative per famiglie e oratori, hanno assorbito 756mila euro.
Il sostegno sociale ha riguardato diversi ambiti: 488mila euro per percorsi formativi e attività giovanili, 349mila euro per l’assistenza ai poveri tramite beni materiali e generi alimentari, 103mila euro per il supporto a disabili, anziani e malati, 200mila euro per il dormitorio “Don Tonino Bello” di Salerno, con accoglienza e percorsi di reinserimento sociale per circa 30 persone. Fondi minori sono stati impiegati per la giustizia, la legalità, il contrasto alla dispersione scolastica e il sostegno allo sviluppo dei popoli.
Tra il 2019 e il 2025, l’arcidiocesi ha mobilitato circa 4 milioni di euro per interventi edilizi e restauri, finanziati per il 70% dall’otto per mille e per il 30% da comunità parrocchiali e donatori privati. Tra i principali progetti figurano la nuova parrocchia di Torrione Alto (2,4 milioni) e il Centro pastorale “San Giuseppe” a Santa Margherita (1,3 milioni). I lavori hanno interessato anche altre località della provincia, come le chiese di San Benedetto e dell’Immacolata a Pontecagnano Faiano e la chiesa di Santa Maria delle Grazie a Belvedere, nel comune di Battipaglia. Gli interventi, secondo il rendiconto, mirano a preservare “simboli di identità collettiva, custodi di fede e arte sacra”.

