Lettera di ringraziamento della famiglia di una donna di Sala Consilina al reparto di Cardiologia e UTIC dell’ospedale Curto di Polla per cure e umanità ricevute. Lo riporta InfoCilento.
Ospedale di Polla, parole di gratitudine per la Cardiologia: “professionalità e cuore”
Un messaggio autentico, intriso di riconoscenza. È quello che la famiglia di Maria, residente a Sala Consilina, ha scelto di rendere pubblico per esprimere il proprio grazie al reparto di Cardiologia e all’UTIC dell’ospedale “Curto” di Polla, dopo il percorso di cura affrontato dalla donna.
In un periodo in cui il dibattito sulla sanità mette spesso in evidenza criticità e disservizi, questa testimonianza offre una prospettiva diversa, fatta di apprezzamento per l’impegno quotidiano, la dedizione e la sensibilità del personale sanitario.
Il contenuto della lettera
Nel testo diffuso dai familiari si parla di assistenza di alto livello, ma ciò che emerge con maggiore forza è il lato umano dell’esperienza vissuta. Non soltanto competenze mediche, dunque, ma anche attenzione, ascolto e vicinanza nei momenti più complessi.
Parole rassicuranti, piccoli gesti e una presenza costante hanno contribuito, secondo quanto raccontato, a rendere il ricovero meno gravoso, trasformando la degenza in un percorso accompagnato da rispetto e considerazione.
Il ringraziamento è esteso all’intera équipe: dal primario ai medici, dagli infermieri agli operatori socio-sanitari, fino a tutto il personale del reparto. Ognuno, con il proprio ruolo, ha contribuito a far sentire Maria non soltanto una paziente, ma una persona al centro dell’attenzione. Un messaggio che assume il valore di una testimonianza pubblica e che restituisce dignità a un lavoro spesso svolto lontano dai riflettori, ma essenziale per l’intera comunità del Vallo di Diano.
In queste righe non c’è solo un ringraziamento formale, ma la consapevolezza che la cura passa anche attraverso empatia, presenza e relazioni autentiche. Quando competenza e umanità procedono insieme, l’esperienza lascia un segno profondo, come raccontato dalla famiglia di Maria.

