Sono passati ormai cinque anni dalla chiusura del punto ristoro all’interno dell’ospedale “Immacolata” di Sapri, una situazione che continua a generare disagi quotidiani per pazienti, accompagnatori e personale sanitario. Nonostante le numerose segnalazioni inviate nel tempo alla dirigenza dell’ASL, il servizio non è mai stato riattivato. A riportare l’attenzione sulla vicenda è Cittadinanzattiva, che nelle ultime ore ha chiesto con forza la riapertura del bar, ritenuto un servizio essenziale all’interno di una struttura ospedaliera.
L’intervento di Cittadinanzattiva
Ai microfoni di InfoCilento è intervenuto Vincenzo Lovisi, coordinatore di Cittadinanzattiva per il Golfo di Policastro, che ha ricostruito le tappe della vicenda.
“Il bar è chiuso da circa cinque anni e inizialmente si parlava di lavori di ristrutturazione dei locali. Tuttavia, quegli interventi si sono conclusi da almeno un anno, senza che sia seguita alcuna riapertura”, ha spiegato Lovisi.
Secondo quanto riferito, in passato erano state chieste spiegazioni alla dirigenza sanitaria, senza ottenere risposte concrete. “Avevamo ricevuto rassicurazioni sull’avvio di una gara d’appalto ma a oggi nulla si è mosso”, ha aggiunto.
Disagi per utenti e operatori sanitari
La mancanza del punto ristoro incide in modo diretto sulla qualità della permanenza in ospedale. Medici, infermieri, operatori sanitari e familiari dei pazienti sono costretti a fare affidamento esclusivamente sui distributori automatici.
“Ci viene detto che ci sono snack e bevande ma spesso i distributori risultano vuoti, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza. È una situazione che non può essere considerata accettabile”, sottolinea Lovisi.
Il confronto con altri presidi sanitari del territorio rende la criticità ancora più evidente: “Negli ospedali di Vallo della Lucania e di Polla il servizio bar è attivo, mentre a Sapri no”.
La richiesta: riaprire il punto ristoro
Cittadinanzattiva chiede ora un intervento rapido e concreto da parte dell’ASL per restituire un servizio di base a chi quotidianamente vive l’ospedale. “La riapertura del bar è una questione di dignità, attenzione all’utenza e rispetto per chi lavora e si cura in questa struttura”, conclude Lovisi.
Una richiesta che riaccende il dibattito sulla qualità dei servizi ospedalieri nel basso Cilento e sulla necessità di risposte tempestive ai bisogni dei cittadini.

