È
paradossale la vicenda legata all’
ospedale di
Agropoli. Nessuna apertura, nonostante le promesse e gli appelli. Una
sanità in
ginocchio con un viavai di trasferimenti di pazienti e sfortunati cittadini e turisti costretti alle cure mediche.
Caos all'ospedale di Agropoli
«Chi si reca ad Agropoli se deve fare una ecografia urgente viene trasferito, se si fa male ad un dito viene trasferito, senza parlare di
patologie più gravi». Non c’è neanche l’ortopedico per una frattura ad un dito.
«Ho manifestato in maniera
forte – spiega Elvira Serra,
medico ed ex vicesindaco di
Agropoli - il mio dissenso contro scelte scellerate che hanno messo definitivamente fuori l’ormai ex ospedale di Agropoli dalla rete urgenza emergenza. Più volte avevo manifestato, anche con toni forti, fino ad arrivare allo scontro». «Gli enti preposti – prosegue Serra - non hanno mai intrapreso nessuna iniziativa perché si forzassero le decisioni del commissario alla sanità regionale
Vincenzo De Luca e lo si convincesse a riaprire realmente il
nosocomio cittadino. A quel punto la salute della gente non sarebbe dipesa da trasferimenti lunghi quanto costosi con autoambulanze».
E Serra spiega infatti: «Chi si reca ad Agropoli se deve fare una
ecografia urgente viene
trasferito, se si fa male ad un dito viene trasferito, senza parlare di patologie più gravi.
Da qui i caroselli di autoambulanze su strade a volte dissestate, chiuse, trafficate. Le mie parole sono state inascoltate. Forse – conclude - chi non vuole udire si finge sordo».