Cronaca

Omicidio Solimeno a Eboli, la difesa riapre il caso: il perito ipotizza lo sparo dall'interno dell'auto

Occhio di Salerno
Omicidio Solimeno a Eboli, la difesa riapre il caso: il perito ipotizza lo sparo dall'interno dell'auto
Si è chiusa dinanzi alla Corte d'Assise di Salerno, presieduta da Domenico Diograzia, l'istruttoria dibattimentale per l'agguato mortale a Mario Solimeno, l'artigiano ebolitano deceduto dopo 27 giorni di agonia Come riportato dall'edizione odierna del quotidiano Il Mattino.

A giudizio per il delitto figurano i fratelli Giuseppe Celso, Gaetano Celso e Felice Celso. Nel corso dell'ultima udienza, il consulente balistico nominato dalla difesa ha ribaltato la tesi dell'accusa, sostenendo che non vi è alcuna prova certa che il proiettile mortale sia stato esploso dal marciapiede e non si possa dunque escludere che il colpo sia partito direttamente da dentro l'abitacolo della Fiat Punto.

Omicidio Solimeno a Eboli, la difesa riapre il caso

La versione del perito di parte si scontra nettamente con le perizie svolte dall'esperto Carmelo Famà, secondo il quale entrambi i colpi partirono dall'esterno del veicolo, con il secondo proiettile capace di sfondare il lunotto posteriore e colpire la vittima al collo da circa 4 metri e mezzo di distanza.

Chiusa la fase dibattimentale sul delitto maturato negli ambienti dello spaccio a Eboli, il processo entra nella fase decisiva: la prossima udienza si aprirà con la requisitoria del pubblico ministero, a cui seguiranno gli interventi del legale difensore Giuseppe Russo e dell'avvocato di parte civile Stefania Pierro.
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