Omicidio Luca Sacchi, il mistero dell'ultimo
messaggio inviato da
Signal, un'
app di
messaggistica criptata alle 22.30 del 23 ottobre: un particolare da non trascurare, secondo gli investigatori.
Luca Sacchi inviò un messaggio da un'app criptata la sera dell'omicidio
Una vita specchiata e una fine tragica: sembrano queste le parole chiave della vicenda di Luca Sacchi. Ma l'utilizzo di un'app speciale per inviare messaggi criptati, ha di nuovo puntato i riflettori degli investigatori sul giovane,
ucciso a Roma il 23 novembre.
Un'app "sicura"
Signal è un sistema di messaggistica criptato per cellulari, un'app che anche Anastasiya utilizzava, e che lo stesso Luca ha usato per inviare un messaggio ad un amico quella sera.
Il messaggio
Del
messaggio ha parlato un amico di Luca,
Domenico Marino Munoz, che ha rivelato agli investigatori anche il contenuto. Il 24enne lo avrebbe invitato al
pub di
via Bartoloni, dove il giovane si trovava con la fidanzata, per bere qualcosa insieme. Un contenuto apparentemente innocuo, se non fosse arrivato tramite un'app così "particolare". Perchè Luca la usava? È quello che dovranno scoprire gli inquirenti.
Anastasiya
Dopo l'iscrizione nel registro degli indagati, e la perquisizione dell'
abitazione dove vive con i genitori a
Roma, Anastasiya ha iniziato a recarsi presso la caserma dei Carabinieri, per adempiere all'
obbligo di firma, unica misura cautelare emessa contro di lei fino a questo momento.
Lo zaino
Le indagini hanno delineato poco a poco il ruolo della fidanzata di Luca Sacchi. Nel famoso zaino che la ragazza indossava quella sera, ci sarebbero stati
70mila euro, destinati all'acquisto di circa 15 kilogrammi di
droga.
Gli arresti
Dopo l'arresto dei due Pusher, Valerio Del Grosso e
Paolo Pirino, sono state disposte altre 5 misure di custodia cautelare. Tra gli arrestati
Giovanni Princi, l'amico di Luca che era con Anastasiya quella sera.
Le accuse
Le persone arrestate oggi sono accusate di concorso in
omicidio pluriaggravato, rapina aggravata,
detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un'arma comune da sparo. Tra di loro anche ragazzo 22enne, colui che materialmente li avrebbe armati.