L'isolamento di un'impronta digitale sul cruscotto dell'autovettura appartenente a Luigi "Luca" Esposito ha costituito la svolta decisiva nelle indagini sull'uccisione del cronista sportivo 53enne, ritrovato senza vita il 19e luglio scorso nelle campagne ebolitane.
L'incrocio tra i rilievi della polizia scientifica e l'esame dei tabulati telefonici ha tuttavia permesso di stringere il cerchio sul 26enne di origini tunisine, portato in fermo con l'accusa di omicidio.
Le attività di ricerca sul territorio si sono protratte per circa 48 ore, concludendosi con l'individuazione del 26enne all'interno di un immobile diroccato dove aveva cercato riparo. Alla vista dei militari, l'uomo ha tentato un'iniziale fuga prima di desistere, rendendo successivamente piena ammissione di colpa nel corso dell'interrogatorio.
Omicidio Luca Esposito, Cantone chiarisce: "Decisiva l'impronta sul cruscotto"
Come illustrato dal Procuratore della Repubblica di Salerno, Raffaele Cantone, la traccia dattiloscopica apparteneva a un soggetto inizialmente assimilabile a un "fantasma" per gli investigatori, vista la mancanza di una fissa dimora e le difficoltà di tracciamento tramite i consueti canali.L'incrocio tra i rilievi della polizia scientifica e l'esame dei tabulati telefonici ha tuttavia permesso di stringere il cerchio sul 26enne di origini tunisine, portato in fermo con l'accusa di omicidio.
Le attività di ricerca sul territorio si sono protratte per circa 48 ore, concludendosi con l'individuazione del 26enne all'interno di un immobile diroccato dove aveva cercato riparo. Alla vista dei militari, l'uomo ha tentato un'iniziale fuga prima di desistere, rendendo successivamente piena ammissione di colpa nel corso dell'interrogatorio.

