Trentatré passaggi per ricostruire la sequenza degli eventi e chiedere alla Corte d’Appello di Salerno di riaprire la posizione dell’ufficiale dei Carabinieri Fabio Cagnazzo. La Procura contesta la decisione con cui il giudice dell’udienza preliminare aveva disposto il non luogo a procedere nell’inchiesta sull’assassinio del sindaco di Pollica Angelo Vassallo. Lo riporta l'edizione odierna de Il Mattino.
Omicidio Angelo Vassallo: la Procura impugna il proscioglimento di Fabio Cagnazzo
L’impugnazione punta a ottenere l’annullamento della sentenza e un nuovo esame degli elementi raccolti durante le indagini. Secondo la pubblica accusa, il provvedimento sarebbe il risultato di una ricostruzione troppo semplicistica e avrebbe trascurato una serie di circostanze meritevoli di essere approfondite nel corso di un processo. La Procura ritiene dunque che la posizione di Cagnazzo non possa essere definita senza un confronto dibattimentale, sostenendo che la decisione impugnata sarebbe ingiusta e illegittima.
I 33 punti indicati nell’impugnazione
Nel ricorso viene proposta una cronologia articolata in 33 passaggi, attraverso la quale i magistrati ricostruiscono gli elementi ritenuti utili a sostenere l’ipotesi di un coinvolgimento dell’ufficiale nell’omicidio. Per l’accusa, si tratterebbe di indizi gravi, precisi e concordanti che non avrebbero trovato adeguato spazio nelle motivazioni della sentenza di non luogo a procedere.
Tra gli aspetti evidenziati figura il breve intervallo tra l’uccisione del sindaco e le successive attività che, secondo gli inquirenti, avrebbero contribuito a condizionare le indagini. Una successione temporale che, nella lettura della Procura, farebbe ipotizzare l’esistenza di un accordo precedente al delitto.
L’incontro poco prima dell’omicidio
Uno dei momenti richiamati nell’impugnazione riguarda quanto sarebbe accaduto pochi minuti prima dell’agguato. Angelo Vassallo si trovava insieme all’amico Vincenzo Maiello e, secondo la ricostruzione della Procura, stava per confidargli le proprie preoccupazioni. Il sindaco avrebbe voluto parlare della decisione di denunciare un traffico di droga e delle informazioni in suo possesso sui presunti organizzatori. In quel momento sarebbe arrivato Cagnazzo. La sua presenza, secondo l’accusa, avrebbe interrotto il discorso del sindaco, impedendogli di completare quanto stava raccontando all’amico.
Gli altri imputati già a processo
Nel procedimento sull’omicidio Vassallo sono già a giudizio Lazzaro Cioffi, indicato come ex collaboratore di fiducia del colonnello Cagnazzo, l’imprenditore Giuseppe Cipriano e Giovanni Cafiero, indicato come narcotrafficante. Romolo Ridosso, ex collaboratore di giustizia di Scafatie considerato dalla Procura uno dei testimoni centrali dell’inchiesta, è stato invece assolto dopo aver scelto il rito abbreviato.
La Corte d’Appello dovrà ora pronunciarsi sull’impugnazione e stabilire se confermare il non luogo a procedere oppure disporre un nuovo passaggio giudiziario per la posizione di Cagnazzo.

