Tolleranza zero contro l'occupazione abusiva del demanio marittimo. Nella notte del 7 agosto, a partire dalle ore 23:00, la Polizia Municipale di Capaccio Paestum ha condotto una maxi-operazione di controllo e sgombero lungo l'intera fascia costiera cittadina. L'intervento ha permesso di liberare tutte le spiagge libere in un tratto di circa 11 chilometri litorale marittimo, compreso tra il "Lido Mimosa" (a sud della Foce del Sele) e la foce del fiume Solofrone, al confine con Agropoli.
Il blitz, coordinato dal Comandante della Polizia Municipale, Maggiore Antonio Rinaldi, è stato mirato a contrastare l’illecita abitudine dell’“ombrellone selvaggio”: il posizionamento preventivo e l'abbandono di attrezzature balneari dall'imbrunire all'alba, una condotta perpetrata da privati al solo scopo di riservarsi arbitrariamente i tratti di spiaggia migliori per il giorno successivo, a discapito della collettività.
Data la totale assenza sul posto dei trasgressori, si è provveduto al sequestro amministrativo di un ingente quantitativo di beni incustoditi tra cui 183 ombrelloni completi di aste di supporto, 86 spiaggine e sedie in tela, 2 lettini prendisole e sdraio pieghevoli e 270 giochi da spiaggia, oltre a tende, tavoli in plastica e supporti di fissaggio.
Tutto il materiale è stato rimosso e trasferito presso il deposito del Comando a disposizione dell'Autorità Amministrativa. Dal punto di vista amministrativo, l’occupazione temporanea e precaria delle spiagge libere con attrezzature lasciate incustodite configura una violazione del Codice della Navigazione, dell’Ordinanza di Sicurezza Balneare della Guardia Costiera di Agropoli e delle ordinanze sindacali del Comune di Capaccio Paestum.
I proprietari dei beni sequestrati avranno 30 giorni dalla pubblicazione del verbale all’Albo Pretorio per reclamarli, dimostrando la proprietà, rimborsando le spese di rimozione e custodia e pagando una sanzione amministrativa di 1.032 euro. Trascorso il termine senza richiesta di restituzione, le attrezzature saranno considerate definitivamente abbandonate e potranno essere smaltite o distrutte come rifiuti indifferenziati.
Il blitz, coordinato dal Comandante della Polizia Municipale, Maggiore Antonio Rinaldi, è stato mirato a contrastare l’illecita abitudine dell’“ombrellone selvaggio”: il posizionamento preventivo e l'abbandono di attrezzature balneari dall'imbrunire all'alba, una condotta perpetrata da privati al solo scopo di riservarsi arbitrariamente i tratti di spiaggia migliori per il giorno successivo, a discapito della collettività.
Capaccio Paestum: sequestrati 183 ombrelloni e centinaia di attrezzature lasciate in spiaggia
Gli agenti della Polizia Municipale, supportati da quattro operai e da un trattore con rimorchio della società "Sarim S.r.l." (ditta affidataria del servizio di igiene urbana), hanno setacciato e ripulito sistematicamente ogni tratto di spiaggia libera.Data la totale assenza sul posto dei trasgressori, si è provveduto al sequestro amministrativo di un ingente quantitativo di beni incustoditi tra cui 183 ombrelloni completi di aste di supporto, 86 spiaggine e sedie in tela, 2 lettini prendisole e sdraio pieghevoli e 270 giochi da spiaggia, oltre a tende, tavoli in plastica e supporti di fissaggio.
Tutto il materiale è stato rimosso e trasferito presso il deposito del Comando a disposizione dell'Autorità Amministrativa. Dal punto di vista amministrativo, l’occupazione temporanea e precaria delle spiagge libere con attrezzature lasciate incustodite configura una violazione del Codice della Navigazione, dell’Ordinanza di Sicurezza Balneare della Guardia Costiera di Agropoli e delle ordinanze sindacali del Comune di Capaccio Paestum.
I proprietari dei beni sequestrati avranno 30 giorni dalla pubblicazione del verbale all’Albo Pretorio per reclamarli, dimostrando la proprietà, rimborsando le spese di rimozione e custodia e pagando una sanzione amministrativa di 1.032 euro. Trascorso il termine senza richiesta di restituzione, le attrezzature saranno considerate definitivamente abbandonate e potranno essere smaltite o distrutte come rifiuti indifferenziati.

