Cronaca

Scafati, nuovo Puc verso l’approvazione: circa 270 osservazioni e confronto acceso sul futuro della città

Carla Castellano
Scafati, nuovo Puc verso l’approvazione: circa 270 osservazioni e confronto acceso sul futuro della città

Il percorso verso il nuovo Piano urbanistico comunale di Scafati entra in una fase decisiva. Sono circa 270 le osservazioni presentate a Palazzo Mayer sul documento predisposto dall’amministrazione guidata dal sindaco Pasquale Aliberti, mentre il confronto politico si concentra sulle scelte che dovranno definire lo sviluppo della città nei prossimi anni.

La redazione del Piano vede impegnato l’architetto Gino Di Donna, responsabile unico del procedimento, con il supporto tecnico dell’architetto Stefania Caiazzo. I due professionisti figurano già negli atti comunali relativi al percorso di elaborazione del Puc, il cui preliminare era stato approvato dalla Giunta nel luglio 2024.

Il confronto sul nuovo Piano urbanistico

L’iter del Puc è stato accompagnato fin dalle prime fasi da incontri e momenti di partecipazione rivolti a cittadini, associazioni, categorie professionali e soggetti interessati, con l’obiettivo di raccogliere contributi prima della definizione del Piano.

Ora l’attenzione si sposta sulle osservazioni presentate e sulle modifiche che potranno essere introdotte prima dell’approvazione definitiva.

Tra le forze intervenute nel dibattito c’è anche il Partito Democratico di Scafati, che ha organizzato un incontro pubblico per illustrare la propria visione urbanistica.

Le proposte del Pd: meno consumo di suolo e più servizi

Gli esponenti democratici indicano tra le priorità il contenimento del consumo di nuovo suolo, la rigenerazione delle aree già urbanizzate e una maggiore attenzione alle differenti esigenze dei quartieri.

All’iniziativa hanno preso parte il segretario cittadino e consigliere comunale Francesco Velardo, il capogruppo Michele Grimaldi, l’ex candidato sindaco Michele Russo e la vicesegretaria Margherita Rinaldi.

Le osservazioni del Pd riguardano in particolare la scelta di separare la pianificazione strutturale dalla successiva fase operativa. Si tratta di una possibilità prevista dalla normativa, ma che secondo gli esponenti democratici rischierebbe di rinviare la definizione concreta di interventi, tempi e priorità.

Il nodo degli standard urbanistici

Uno degli aspetti richiamati dall’opposizione riguarda la disponibilità di spazi e servizi pubblici.

Secondo i dati citati dal Pd, Scafati disporrebbe di circa 7 metri quadrati di standard urbanistici per abitante, rispetto ai 18 metri quadrati indicati come parametro di riferimento. Su questo punto i democratici chiedono che il Piano individui con maggiore precisione come recuperare il deficit attraverso nuove aree verdi, parcheggi, scuole e altri servizi collettivi.

Le criticità indicate riguardano anche l’alta densità abitativa, il traffico, la disponibilità di parcheggi e gli spazi destinati alle attività produttive.

Crescita edilizia e qualità urbana

Il Pd precisa di non essere contrario in assoluto a nuove edificazioni, ma chiede che ogni sviluppo venga inserito in una pianificazione complessiva.

La proposta è quella di conciliare la possibilità di realizzare nuove abitazioni e spazi per le imprese con un incremento parallelo di infrastrutture, servizi, verde pubblico e dotazioni urbane.

Sul versante dell’amministrazione, il Puc era stato presentato fin dall’avvio come uno strumento destinato a intervenire su infrastrutture, casa, sviluppo economico e organizzazione policentrica della città.

Con le circa 270 osservazioni arrivate al Comune, il confronto entra ora nella fase più concreta. Sarà l’esame delle proposte e delle eventuali modifiche a definire l’impostazione finale del Piano e il modello urbanistico destinato a guidare Scafati negli anni futuri.

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