Ancora tensioni all’interno dell’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, dove una guardia giurata in servizio al pronto soccorso sarebbe stata aggredita durante un intervento nell’area di attesa.
L’episodio, denunciato dal SAV – Sindacato Autonomo Vigilanza, si sarebbe verificato mentre il personale sanitario stava prestando soccorso a una donna colta da malore.
La ricostruzione dell’aggressione
Secondo quanto riferito dal sindacato, la guardia giurata sarebbe intervenuta per agevolare le operazioni di soccorso e garantire maggiore sicurezza agli operatori del triage.
Durante l’intervento, però, la situazione sarebbe degenerata. Alcune persone presenti avrebbero assunto comportamenti aggressivi nei confronti del personale sanitario e della vigilanza.
Nel tentativo di riportare la calma, l’uomo in divisa sarebbe stato minacciato da un soggetto che avrebbe cercato di colpirlo con un bastone ortopedico. Solo l’intervento di un familiare dell’aggressore avrebbe evitato conseguenze più gravi.
Lanciato anche un telefonino
La tensione non si sarebbe fermata al primo episodio. Secondo la denuncia del SAV, contro la guardia giurata sarebbe stato lanciato anche un telefonino.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri, chiamati a svolgere gli accertamenti del caso e a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Il SAV: “Ennesimo episodio di violenza”
Il segretario generale Tairon Angeloni ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto, definendolo l’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale della vigilanza privata impiegato nei presidi ospedalieri.
Secondo Angeloni, le guardie particolari giurate operano ogni giorno in contesti complessi, segnati da emergenze, tensioni e situazioni potenzialmente critiche, svolgendo un ruolo fondamentale per la tutela di cittadini, sanitari e strutture pubbliche.
Richieste più misure di sicurezza
Il sindacato richiama l’attenzione delle istituzioni su un problema ritenuto sempre più preoccupante. Ospedali e luoghi di particolare interesse pubblico, secondo il SAV, necessitano di strategie di sicurezza adeguate all’evoluzione dei rischi affrontati quotidianamente dagli operatori.
Angeloni ha espresso vicinanza al collega coinvolto e ha condannato ogni forma di violenza contro chi svolge un servizio a tutela della collettività, chiedendo interventi concreti, procedure più efficaci e strumenti adeguati per il personale di vigilanza.

