La Corte d’Appello ha confermato la condanna a 4 anni di reclusione per Alfonso Verziero e Michele D'Auria Petrosino Jr, i due giovani di Pagani - rispettivamente di 28 e 19 anni - fermati nel 2024 dopo un inseguimento a Nocera Inferiore e trovati in possesso di due pistole.
Come riportato dall'edizione odierna de Il Mattino entrambi avevano ammesso gli addebiti, ma i loro ricorsi sono stati respinti. Secondo la DDA di Salerno, i due sarebbero contigui al clan Fezza-De Vivo di Pagani, come emerso dall’ultima ordinanza firmata dagli inquirenti.
Nocera Inferiore, trovati in possesso di due pistole: condanna confermata
L’episodio risale al
25 luglio 2024. I carabinieri del nucleo operativo di Nocera Inferiore intercettarono un veicolo sospetto con a bordo tre giovani. Nonostante l’alt, l’auto si diede alla fuga dalla zona di Santa Chiara a Pagani fino a
via Sellitti, dove terminò l’inseguimento.
Durante la corsa, secondo gli investigatori,
D’Auria avrebbe lasciato cadere una pistola dalla Renault, mentre il terzo ragazzo – giudicato separatamente – riuscì a nascondere la seconda arma in una
fioriera prima di fuggire a piedi. Entrambe le pistole furono recuperate.
Il terzo giovane coinvolto si consegnò spontaneamente alle forze dell’ordine mesi dopo. Le condanne per i due giovani imputati sono state
confermate a seguito del rito abbreviato celebrato dinanzi al Tribunale di
Nocera Inferiore.
Il ruolo nel clan
Secondo gli inquirenti,
Verziero e
D’Auria non sarebbero semplici esecutori. Nell’organigramma ricostruito dalla
DDA, i due avrebbero ricoperto ruoli attivi nelle dinamiche del
clan Fezza-De Vivo di Pagani, partecipando anche a
estorsioni e
spedizioni punitive contro chi non rispettava le regole imposte dal gruppo criminale.