Come riportato dal quotidiano
Il Mattino oggi in edicola, in un Paese che continua a fare i conti con una riduzione costante delle nascite, la
provincia di Salerno registra un segnale numerico che interrompe, seppur in modo limitato, una dinamica negativa ormai strutturale. I dati Istat relativi all’andamento demografico mensile indicano che nei primi nove mesi del 2025, da gennaio a settembre, i nati vivi sul territorio provinciale sono stati 5.209, contro i 5.164 rilevati nello stesso arco temporale del 2024. Il saldo è positivo per 45 unità.
Nascite in controtendenza: la provincia di Salerno frena il calo
Il confronto con il quadro nazionale,
che continua a evidenziare una flessione anno su anno, rende il dato salernitano degno di attenzione sotto il profilo statistico e territoriale. L’incremento emerge da una lettura puntuale delle rilevazioni mensili Istat, che mostrano nel 2025 una distribuzione delle nascite più uniforme rispetto all’anno precedente. Gennaio apre con 619 nati vivi, seguito da febbraio con 543 e marzo con 526. Dopo una fisiologica contrazione nei mesi primaverili, il numero delle nascite torna a crescere in estate e raggiunge il valore più alto a settembre, con 674 nuovi nati.
Nel 2024, nello stesso periodo,
il totale si era fermato a 5.164, con oscillazioni più marcate e una minore continuità nella seconda parte dell’anno. È proprio questa maggiore regolarità mensile a caratterizzare il dato del 2025. Anche il capoluogo conferma la tendenza: la città di Salerno passa da 540 nati vivi nei primi nove mesi del 2024 a 554 nello stesso periodo del 2025. Il mese di settembre, con 79 nascite, rappresenta il picco annuale.
L’analisi dei principali comuni della provincia restituisce un quadro articolato. Battipaglia mantiene livelli sostenuti lungo tutto l’anno, con valori mensili che vanno dai 18 nati di aprile ai 41 di marzo, mostrando una continuità che attraversa l’intero periodo osservato. Nocera Inferiore alterna mesi più contenuti ad altri più dinamici, chiudendo settembre con 33 nati dopo aver registrato 32 a gennaio e 28 a maggio e luglio. Cava de’ Tirreni presenta un andamento stabile, con oscillazioni comprese tra 16 e 31 nati mensili e un picco estivo a luglio.
Eboli evidenzia una sostanziale tenuta: dai 28 nati di gennaio ai 21 di
settembre, il comune della Piana del Sele mantiene una media costante senza cali bruschi. Nei centri di dimensioni minori i numeri restano contenuti ma continui. Sala Consilina registra una maggiore vivacità nei mesi estivi, Vallo della Lucania assicura una presenza costante di nascite durante l’anno, mentre Sapri evita periodi prolungati senza nuovi nati, elemento rilevante per realtà demograficamente ridotte.
Nel complesso, i
dati delineano una provincia che rimane inserita in una crisi demografica di lungo periodo, ma che mostra segnali di contenimento del declino. L’incremento di 45 nati vivi non modifica il saldo naturale negativo né incide sull’invecchiamento della popolazione, ma rappresenta un indicatore misurabile di una variazione rispetto alla tendenza generale. Una dinamica che, per la statistica territoriale, assume un valore significativo in un contesto nazionale ancora segnato dalla contrazione delle nascite.