Forbici dimenticate nell'addome di una paziente rimosse dopo sette mesi dall'intervento in una clinica di Napoli. La figlia: "Un miracolo che mamma sia ancora viva".
Una serie di sfortunati risvolti aveva accompagnato il rientro della donna a casa dopo la prima operazione. Sin da subito, la paziente aveva accusato dolori insopportabili, accompagnati da una continua sensazione di malessere. Tuttavia, come racconta la figlia Elvira durante un'intervista alla Rai, tutte le richieste di chiarimenti si scontravano con rassicurazioni. "Sono andata dal chirurgo più volte – spiega – e ci diceva sempre che era tutto normale. Nessuno ha suggerito esami approfonditi come un’ecografia o una TAC". Per mesi, i medici insistevano che si trattasse semplicemente di sintomi post-operatori, prescrivendo farmaci e antibiotici che non portavano alcun miglioramento.
Alla fine, è stata proprio l'insistenza della famiglia a cambiare le cose: preoccupati per le condizioni della donna, hanno scelto autonomamente di sottoporla a una TAC. Il risultato è stato sconvolgente: sullo schermo è comparsa l’immagine di un paio di forbici chirurgiche abbandonate nell'addome. Poco prima dell’intervento salvavita, il parlamentare Francesco Emilio Borrelli ha voluto incontrare la paziente. Racconta uno dei momenti più surreali: "Mi ha chiesto di toccarle la pancia per sentire le forbici sotto pelle. E aveva ragione. Si percepivano chiaramente. È stato qualcosa di indescrivibile".
Adesso la vicenda si sposta dalle sale operatorie ai tribunali. La famiglia ha presentato una denuncia per fare piena luce sulle responsabilità della clinica privata e del chirurgo coinvolto. "Non stiamo parlando solo di un errore tecnico in sala operatoria – commenta l'avvocato della donna, Francesco Petruzzi – ma anche della gestione successiva che appare quanto meno lacunosa". Anche Borrelli è intervenuto sulla questione, lamentando tentativi di minimizzare la vicenda e coprire eventuali responsabilità.
Nonostante il grave rischio di infezioni e lesioni interne dovuto alla prolungata presenza del corpo estraneo, la donna è finalmente fuori pericolo grazie all'intervento eseguito al Fatebenefratelli, struttura completamente estranea ai fatti iniziali. La figlia Elvira ha espresso sollievo misto a incredulità: "Dopo sette mesi di martirio, è davvero un miracolo che mamma sia ancora con noi". A conclusione della vicenda, la famiglia ha deciso di non accettare l'offerta del primo chirurgo di operare nuovamente per risolvere l'errore commesso, mostrando evidente sfiducia nei confronti della struttura coinvolta inizialmente.
Napoli, forbici dimenticate nell'addome di una paziente rimosse dopo sette mesi
Una donna napoletana ha vissuto per sette mesi con dolori atroci causati da un paio di forbici chirurgiche dimenticate nel suo addome durante un'operazione di addominoplastica effettuata in una clinica privata lo scorso ottobre. Nel corso di questo lungo calvario, le sue lamentele sono state minimizzate e attribuite a normali conseguenze post-operatorie. Solo pochi giorni fa, un esame strumentale ha rivelato la scioccante presenza del corpo estraneo, portando a un intervento d'urgenza presso l'Ospedale Fatebenefratelli di Napoli, dove lo strumento è stato finalmente rimosso.Una serie di sfortunati risvolti aveva accompagnato il rientro della donna a casa dopo la prima operazione. Sin da subito, la paziente aveva accusato dolori insopportabili, accompagnati da una continua sensazione di malessere. Tuttavia, come racconta la figlia Elvira durante un'intervista alla Rai, tutte le richieste di chiarimenti si scontravano con rassicurazioni. "Sono andata dal chirurgo più volte – spiega – e ci diceva sempre che era tutto normale. Nessuno ha suggerito esami approfonditi come un’ecografia o una TAC". Per mesi, i medici insistevano che si trattasse semplicemente di sintomi post-operatori, prescrivendo farmaci e antibiotici che non portavano alcun miglioramento.
Alla fine, è stata proprio l'insistenza della famiglia a cambiare le cose: preoccupati per le condizioni della donna, hanno scelto autonomamente di sottoporla a una TAC. Il risultato è stato sconvolgente: sullo schermo è comparsa l’immagine di un paio di forbici chirurgiche abbandonate nell'addome. Poco prima dell’intervento salvavita, il parlamentare Francesco Emilio Borrelli ha voluto incontrare la paziente. Racconta uno dei momenti più surreali: "Mi ha chiesto di toccarle la pancia per sentire le forbici sotto pelle. E aveva ragione. Si percepivano chiaramente. È stato qualcosa di indescrivibile".
Adesso la vicenda si sposta dalle sale operatorie ai tribunali. La famiglia ha presentato una denuncia per fare piena luce sulle responsabilità della clinica privata e del chirurgo coinvolto. "Non stiamo parlando solo di un errore tecnico in sala operatoria – commenta l'avvocato della donna, Francesco Petruzzi – ma anche della gestione successiva che appare quanto meno lacunosa". Anche Borrelli è intervenuto sulla questione, lamentando tentativi di minimizzare la vicenda e coprire eventuali responsabilità.
Nonostante il grave rischio di infezioni e lesioni interne dovuto alla prolungata presenza del corpo estraneo, la donna è finalmente fuori pericolo grazie all'intervento eseguito al Fatebenefratelli, struttura completamente estranea ai fatti iniziali. La figlia Elvira ha espresso sollievo misto a incredulità: "Dopo sette mesi di martirio, è davvero un miracolo che mamma sia ancora con noi". A conclusione della vicenda, la famiglia ha deciso di non accettare l'offerta del primo chirurgo di operare nuovamente per risolvere l'errore commesso, mostrando evidente sfiducia nei confronti della struttura coinvolta inizialmente.

