Vive da dicembre con una forbice chirurgica nell'addome: paziente denuncia la vicenda alla Procura di Napoli. Lo riporta Il Mattino.
Dopo essere stata dimessa dall'ospedale e tornata a casa dei genitori, la donna ha iniziato a soffrire di forti dolori, episodi di malessere e perfino perdite di coscienza. In preda alla preoccupazione, ha contattato il servizio d'emergenza medica 118, che le ha consigliato il ricovero immediato. Tuttavia, la donna ha preferito rivolgersi nuovamente al chirurgo che l'aveva operata. Il medico, minimizzando i suoi sintomi come normali effetti post-operatori, le ha prescritto alcune analisi che hanno rilevato un'infezione, cui ha fatto seguito una terapia antibiotica.
Nonostante il trattamento, la situazione clinica non migliorava significativamente. Insospettito dalla persistenza dei sintomi, il medico curante della donna ha prescritto una TAC. L'esame, effettuato il 7 maggio presso un noto centro diagnostico di Napoli, ha rivelato la presenza di un oggetto metallico dentro l'addome: si trattava di una forbice chirurgica dimenticata durante l'intervento.
La dottoressa del centro diagnostico, anziché inviare immediatamente la paziente al pronto soccorso, ha preferito informare lo stesso chirurgo responsabile dell'intervento iniziale. Quest'ultimo ha contattato la paziente per proporle la rimozione dell'oggetto metallico nella stessa clinica in cui era stata eseguita l'addominoplastica. La donna, tuttavia, ha dichiarato di aver rifiutato questa soluzione e ha deciso di rivolgersi all'ospedale Fatebenefratelli.
Nella denuncia presentata alle autorità, la donna ha denunciato pressioni ricevute anche dalla moglie del chirurgo, che l'avrebbe contattata più volte per convincerla a tornare nella stessa struttura per sottoporsi all'intervento correttivo.
Assistita dal suo legale, l'avvocato Francesco Petruzzi, la donna riceverà supporto anche dalla fondazione dedicata alla memoria del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto a Napoli in seguito a un trapianto di cuore non riuscito. Nel frattempo è stato programmato nei prossimi giorni l’intervento chirurgico necessario per rimuovere le forbici. Inoltre, riguardo ai comportamenti registrati presso il centro diagnostico dove è stata eseguita la TAC, l’avvocato Petruzzi ha annunciato l’intenzione di presentare un’integrazione alla denuncia già depositata.
Napoli, vive da dicembre con una forbice chirurgica nell'addome: la denuncia della paziente
Vive da dicembre con una forbice chirurgica nell'addome. Una paziente, sottoposta ad un intervento chirurgico presso la clinica Villa delle Querce, ha presentato denuncia alla Procura di Napoli portando alla luce questa assurda vicenda.I fatti
Una donna di 53 anni, originaria di Casandrino, in provincia di Napoli, e residente nella provincia di Piacenza, ha denunciato un grave episodio di malasanità alla Polizia di Stato. Dopo essersi sottoposta a un intervento di addominoplastica il 25 ottobre 2025 presso una clinica di Napoli, si è scoperto che i sanitari avevano dimenticato un paio di forbici chirurgiche nel suo addome.Dopo essere stata dimessa dall'ospedale e tornata a casa dei genitori, la donna ha iniziato a soffrire di forti dolori, episodi di malessere e perfino perdite di coscienza. In preda alla preoccupazione, ha contattato il servizio d'emergenza medica 118, che le ha consigliato il ricovero immediato. Tuttavia, la donna ha preferito rivolgersi nuovamente al chirurgo che l'aveva operata. Il medico, minimizzando i suoi sintomi come normali effetti post-operatori, le ha prescritto alcune analisi che hanno rilevato un'infezione, cui ha fatto seguito una terapia antibiotica.
Nonostante il trattamento, la situazione clinica non migliorava significativamente. Insospettito dalla persistenza dei sintomi, il medico curante della donna ha prescritto una TAC. L'esame, effettuato il 7 maggio presso un noto centro diagnostico di Napoli, ha rivelato la presenza di un oggetto metallico dentro l'addome: si trattava di una forbice chirurgica dimenticata durante l'intervento.
La dottoressa del centro diagnostico, anziché inviare immediatamente la paziente al pronto soccorso, ha preferito informare lo stesso chirurgo responsabile dell'intervento iniziale. Quest'ultimo ha contattato la paziente per proporle la rimozione dell'oggetto metallico nella stessa clinica in cui era stata eseguita l'addominoplastica. La donna, tuttavia, ha dichiarato di aver rifiutato questa soluzione e ha deciso di rivolgersi all'ospedale Fatebenefratelli.
Nella denuncia presentata alle autorità, la donna ha denunciato pressioni ricevute anche dalla moglie del chirurgo, che l'avrebbe contattata più volte per convincerla a tornare nella stessa struttura per sottoporsi all'intervento correttivo.
Assistita dal suo legale, l'avvocato Francesco Petruzzi, la donna riceverà supporto anche dalla fondazione dedicata alla memoria del piccolo Domenico Caliendo, il bambino morto a Napoli in seguito a un trapianto di cuore non riuscito. Nel frattempo è stato programmato nei prossimi giorni l’intervento chirurgico necessario per rimuovere le forbici. Inoltre, riguardo ai comportamenti registrati presso il centro diagnostico dove è stata eseguita la TAC, l’avvocato Petruzzi ha annunciato l’intenzione di presentare un’integrazione alla denuncia già depositata.

