I fondi PNRR destinati a Case e Ospedali di Comunità, in provincia di Salerno, non bastano in quanto continua ad essere grave la mancanza di medici e infermieri. Lo riporta l'odierna edizione del Mattino.
Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, strutture intermedie destinate a ricoveri brevi con una capacità di 20 posti letto ciascuno, i lavori si concentrano sull’adeguamento sismico e sull’efficientamento energetico. Alcuni cantieri, come quelli di Roccadaspide e del Vallo di Diano, stanno procedendo velocemente.
Per ovviare a questa criticità, l'Asl Salerno sta puntando sull'innovazione tecnologica, con investimenti mirati in telemedicina e telemonitoraggio. Queste soluzioni permetteranno a pazienti delle zone più isolate del Cilento e delle aree interne di accedere a servizi sanitari digitali e monitoraggi costanti per malattie croniche, come il diabete o per trattamenti come la dialisi domiciliare.
Il direttore generale dell'Asl Salerno, Gennaro Sosto, ha ribadito l'importanza della sfida intrapresa: rendere i servizi sociosanitari accessibili anche ai cittadini delle aree periferiche resta una priorità assoluta. Secondo Sosto, il rafforzamento delle strutture territoriali come le Case della Comunità e le infrastrutture tecnologiche rappresenta una strategia vincente su cui continuare a investire per trasformare l’assistenza sanitaria a livello locale. Ora la sfida si sposta alla Regione e all'Asl che dovranno essere capaci di avviare bandi di assunzione e concorsi rapidi.
Case e Ospedali di Comunità in provincia di Salerno: i fondi PNRR non bastano, mancano medici e infermieri
L'Asl Salerno ha raggiunto il 100% delle aggiudicazioni previste per la costruzione di 33 Case di Comunità (CdC) e 8 Ospedali di Comunità (OdC). Tuttavia, nonostante l'importante progresso burocratico e l'accelerazione dei lavori, emergono criticità legate alla futura operatività delle strutture, soprattutto a causa della carenza di personale medico e infermieristico.La trasformazione in atto
La provincia di Salerno, la più grande della Campania, sta vivendo una rivoluzione strutturale del sistema sanitario. Attraverso i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), si lavora per rimodellare l'assistenza territoriale e rafforzare la sanità locale. Gli aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori mostrano che l'Asl sta premendo sull'acceleratore: i cantieri per le CdC e gli OdC sono stati formalmente aggiudicati.Focus sulle Centrali Operative Territoriali
Le strutture più vicine alla piena operatività sono le 13 Centrali Operative Territoriali (COT), che fungeranno da hub digitali per la gestione dei pazienti tra gli ospedali e i servizi territoriali. Attualmente, il loro stato di avanzamento tocca il 90% grazie ai rapidi progressi tecnici in corso, con l'obiettivo di renderle funzionanti nel minor tempo possibile.Stato delle Case di Comunità e degli Ospedali
Le Case di Comunità, concepite come punti d’ingresso privilegiati al sistema sanitario territoriale, mostrano uno stato complessivo dei lavori compreso tra il 40% e il 60%. Questo è dovuto principalmente alla ristrutturazione di poliambulatori preesistenti, come accade nell'Agro nocerino-sarnese, dove già si sperimentano collaborazioni attive con i servizi sociali.Per quanto riguarda gli Ospedali di Comunità, strutture intermedie destinate a ricoveri brevi con una capacità di 20 posti letto ciascuno, i lavori si concentrano sull’adeguamento sismico e sull’efficientamento energetico. Alcuni cantieri, come quelli di Roccadaspide e del Vallo di Diano, stanno procedendo velocemente.
Il nodo cruciale: la mancanza di personale sanitario
Nonostante i progressi infrastrutturali definiti "rassicuranti", c'è un problema significativo che rischia di compromettere tutto il progetto: la carenza di risorse umane. Servirebbero almeno 200 infermieri di famiglia e numerosi medici di medicina generale disposti a operare collettivamente nelle nuove strutture. Senza un piano straordinario di assunzioni o una revisione del sistema contrattuale, il rischio concreto è che i nuovi edifici restino inutilizzati, trasformandosi in scatole vuote.Per ovviare a questa criticità, l'Asl Salerno sta puntando sull'innovazione tecnologica, con investimenti mirati in telemedicina e telemonitoraggio. Queste soluzioni permetteranno a pazienti delle zone più isolate del Cilento e delle aree interne di accedere a servizi sanitari digitali e monitoraggi costanti per malattie croniche, come il diabete o per trattamenti come la dialisi domiciliare.
Il direttore generale dell'Asl Salerno, Gennaro Sosto, ha ribadito l'importanza della sfida intrapresa: rendere i servizi sociosanitari accessibili anche ai cittadini delle aree periferiche resta una priorità assoluta. Secondo Sosto, il rafforzamento delle strutture territoriali come le Case della Comunità e le infrastrutture tecnologiche rappresenta una strategia vincente su cui continuare a investire per trasformare l’assistenza sanitaria a livello locale. Ora la sfida si sposta alla Regione e all'Asl che dovranno essere capaci di avviare bandi di assunzione e concorsi rapidi.

