Il Parco Archeologico di Pontecagnano si trasforma in un laboratorio a cielo aperto dove l'archeologia incontra l'ecologia e l'arte contemporanea. Nei giorni 13 e 16 maggio 2026, la comunità è invitata a partecipare alla creazione di un "Orto tintorio", un progetto collettivo che punta a riscoprire il legame ancestrale tra il paesaggio degli "Etruschi di Frontiera" e le risorse naturali del territorio.
L'iniziativa rientra nel programma "Disseminazioni", curato dall'artista visiva Rosita Taurone e sostenuto dal Ministero della Cultura. Non si tratta di una semplice piantumazione, ma di un esperimento di inclusione sociale che trasforma il parco in uno spazio di rigenerazione urbana e culturale.
Un giardino per l'arte sostenibile
L'obiettivo dell'orto è coltivare specie vegetali da cui estrarre pigmenti naturali. Questi materiali saranno utilizzati per i laboratori di antotipia, un’affascinante pratica artistica che permette di creare immagini fotosensibili sfruttando esclusivamente la sensibilità alla luce dei succhi estratti da fiori e piante, senza l'ausilio di sostanze chimiche inquinanti.
Il programma delle giornate (ore 10:00 - 13:00)
- Mercoledì 13 maggio: Fase operativa di piantumazione delle specie tintorie, con focus sulle tecniche di coltivazione biologica e irrigazione sostenibile.
-
Sabato 16 maggio: Osservazione dell'ecosistema e prime prove pratiche di estrazione dei pigmenti dai vegetali messi a dimora.
Una rete di esperti e volontari
Per garantire il valore scientifico dell'operazione, l'evento vedrà la partecipazione di ricercatori dell'ENEA (come l'agronomo Luigi D’Aquino) e del CREA (Catello Pane e Rosa Pepe), affiancati dai volontari del Circolo Legambiente "Occhi Verdi" di Pontecagnano.
L'ingresso è gratuito e aperto a tutti: cittadini, studenti e famiglie potranno contribuire attivamente alla creazione di questo nuovo polmone verde e creativo, dove la tutela del patrimonio archeologico si sposa con la salvaguardia della biodiversità.

