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"Paestum fuori le mura", il ministro Giuli inaugura l'ultima sezione del Museo Archeologico Nazionale

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Alessia Benincasa08/04/2026
Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum apre infatti al pubblico il nuovo allestimento completo: a tagliare il nastro della nuova sezione "Paestum fuori le mura" è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

"Paestum fuori le mura", il ministro Giuli inaugura l'ultima sezione del Museo Archeologico Nazionale

Oltre 40mila anni di storia trovano oggi una narrazione unitaria. Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum apre infatti al pubblico il nuovo allestimento completo, al termine dell'importante intervento di riqualificazione dell'edificio e del percorso espositivo permanente avviato nel 2019 dai Parchi archeologici di Paestum e Velia.

A tagliare il nastro della nuova sezione "Paestum fuori le mura" è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, affiancato dalla direttrice dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D'Angelo. Alla cerimonia hanno preso parte anche Luca Mercuri, dirigente delegato della Direzione generale Musei, e il sindaco di Capaccio Paestum, Gaetano Paolino.

L'apertura odierna conclude un progetto sviluppato in più fasi. Nel 2023 erano già state restituite ai visitatori le aree dedicate alla preistoria e alla protostoria del territorio, ai santuari, agli spazi pubblici della città greco-lucana e la sezione "Oltre il museo". Nel 2024 era stata inaugurata l'area "Paestum: dalla città romana a oggi". Con la nuova sezione "Nuovi scavi e ricerche" e la riapertura degli spazi dedicati alle necropoli, al territorio e alle tombe dipinte della città greco-lucana, il percorso museale viene ora completato.

L'esposizione propone oggi un itinerario più ampio e organico rispetto al passato, accompagnando il visitatore dalle prime tracce della presenza umana fino alla nascita di Poseidonia, attraversando le epoche lucana e romana, la riscoperta della città durante il Grand Tour e le più recenti campagne di ricerca archeologica.

Il titolo "Paestum fuori le mura" richiama il fulcro del nuovo progetto espositivo, che amplia lo sguardo oltre le fortificazioni dell'antica città per raccontare un territorio caratterizzato, in epoca greco-lucana, da necropoli, santuari suburbani e rurali, insediamenti e aree produttive. Un paesaggio fondamentale per comprendere il rapporto tra la città, il territorio, il culto religioso e la memoria dei defunti.

L'intervento non consiste semplicemente nell'apertura di una nuova sezione, ma rappresenta il completamento di un percorso pluriennale che restituisce il Museo nella sua totalità. Reperti, contesti archeologici, strumenti multimediali e apparati didattici concorrono oggi a costruire una narrazione unitaria della storia della città e delle comunità che abitavano il territorio circostante.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli sottolinea che il Museo Archeologico Nazionale di Paestum rappresenta da tempo un punto di riferimento per il territorio e che il nuovo allestimento ne valorizza ulteriormente la bellezza e le potenzialità. Evidenzia come cura e accessibilità siano gli elementi centrali del progetto, ribadendo che un museo svolge pienamente la propria funzione quando favorisce la partecipazione e permette a ogni visitatore di sentirsi parte della comunità. Professionalità, innovazione tecnologica e passione, aggiunge, consentono di coinvolgere un pubblico sempre più ampio, rafforzando il ruolo del museo come luogo di relazione e appartenenza.

Anche Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale, definisce il nuovo allestimento un risultato di grande rilievo per la valorizzazione del patrimonio culturale. Sottolinea come il completamento del progetto restituisca piena coerenza al percorso museale e rafforzi il ruolo di Paestum nel panorama nazionale e internazionale, grazie anche all'integrazione tra risorse pubbliche e contributi privati che hanno consolidato il rapporto con il territorio e ampliato la capacità del Museo di raggiungere nuovi visitatori.

Il ritorno delle tombe dipinte

Tra gli elementi più significativi della nuova esposizione figura la collezione delle tombe dipinte, uno dei simboli più rappresentativi del patrimonio archeologico di Paestum. Le lastre funerarie di epoca greco-lucana, databili tra il V e gli inizi del III secolo a.C., tornano a essere completamente visitabili insieme ai rispettivi corredi all'interno di un allestimento completamente rinnovato.

Le raffigurazioni dedicate al ritorno del guerriero, ai combattimenti, alle competizioni, ai cortei e ai riti di commiato restituiscono valori, credenze e organizzazione sociale delle comunità lucane. Il nuovo percorso museale ricolloca le pitture nel loro contesto originario, illustrando le caratteristiche delle sepolture, i rituali funerari e le modalità con cui furono rinvenute.

Le lastre vengono presentate come parte integrante dei contesti funerari e non soltanto come opere di grande pregio artistico. Il dialogo con i corredi permette infatti di ricostruire le vicende delle persone cui erano destinate e di comprendere il significato attribuito alla morte, alla memoria e all'identità nella società lucana.

Alle tombe già esposte si aggiungono nuove lastre che entrano per la prima volta nel percorso permanente del Museo. Tra queste spiccano quelle appartenenti alla tomba a camera 113 della necropoli di Spinazzo, restaurate grazie a un intervento finanziato dal Ministero della Cultura e dalla donazione della società Eutecne S.r.l. nell'ambito del programma Art Bonus.

Le sale dedicate alle necropoli e al territorio illustrano inoltre l'organizzazione degli spazi esterni alla città in età greca e lucana, attraverso reperti già noti e materiali finora custoditi nei depositi, raccontando il rapporto tra centro urbano, luoghi di culto, insediamenti, attività produttive e aree funerarie della chora di Poseidonia.

La direttrice dei Parchi archeologici di Paestum e Velia, Tiziana D'Angelo, definisce il completamento del nuovo allestimento un traguardo particolarmente significativo, frutto di un lavoro condiviso che viene restituito alla comunità e ai visitatori. Il percorso racconta ciò che si sviluppava oltre le mura dell'antica città, valorizzando reperti provenienti da nuovi scavi, materiali conservati nei depositi e restauri resi possibili anche grazie al sostegno dei mecenati.

La direttrice evidenzia inoltre come il museo sia uno spazio dedicato non solo alla conservazione, ma anche alla condivisione e all'interpretazione del patrimonio. Il nuovo percorso tattile, esteso a tutte le sale, rappresenta uno degli elementi più significativi del progetto di accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva. D'Angelo ringrazia infine tutte le professionalità coinvolte nella realizzazione dell'intervento, sottolineando che il Museo viene oggi restituito alla comunità come luogo centrale della propria identità culturale.

Un museo che attraversa oltre quarantamila anni di storia

Fondato nel 1952 nel cuore dell'antica Poseidonia-Paestum, il Museo custodisce una delle raccolte archeologiche più importanti del Mediterraneo, arricchita nel corso di oltre un secolo di ricerche e campagne di scavo.

L'edificio, progettato negli anni Trenta secondo i principi dell'architettura razionalista, nacque per ospitare le celebri metope in arenaria provenienti dal santuario di Hera alla foce del Sele, datate tra il 570 e il 560 a.C. Successivamente il patrimonio del Museo si è ampliato con reperti di eccezionale valore, tra cui la celebre Tomba del Tuffatore, realizzata tra il 480 e il 470 a.C., unica testimonianza finora nota nel mondo greco di una tomba dipinta con scene figurative appartenente a quel periodo.

Il percorso espositivo, che copre un arco cronologico dalla preistoria fino all'età moderna, comprende anche due sezioni completamente nuove: "Oltre il museo", inaugurata nel 2023 e dedicata ai depositi visitabili, e "Nuovi scavi e ricerche", aperta oggi, pensata per raccontare il lavoro svolto dai Parchi nell'ambito della tutela, della ricerca, della conservazione, della didattica e della valorizzazione.

La nuova sezione accompagna il pubblico dietro le quinte del Museo, mostrando il percorso che accompagna ogni scoperta archeologica, dalle attività di scavo allo studio dei reperti, fino al restauro e alla loro esposizione. Le vetrine ospiteranno inoltre allestimenti temporanei dedicati ai progetti sviluppati con università, istituti di ricerca italiani e stranieri, scuole, enti e associazioni culturali.

Secondo Luca Mercuri, dirigente delegato della Direzione generale Musei, il completamento del nuovo percorso consente di offrire una lettura unitaria e accessibile della storia dell'antica città, del suo territorio e delle comunità che lo hanno abitato, valorizzando pienamente le collezioni e rafforzando il ruolo di Paestum nel sistema museale nazionale.

Un percorso sempre più accessibile

Il rinnovamento del Museo interessa anche le modalità con cui il patrimonio viene raccontato. Apparati didattici, contenuti multimediali, strumenti tattili e percorsi in Lingua dei Segni consentono differenti livelli di fruizione, migliorando l'accessibilità fisica, sensoriale e cognitiva.

Gli interventi sono stati realizzati grazie ai finanziamenti del PON Cultura e Sviluppo FESR 2014-2020, del Piano per l'eliminazione delle barriere architettoniche e dei progetti del PNRR dedicati all'accessibilità, alla digitalizzazione del patrimonio e all'efficientamento energetico.

Nell'ambito del PNRR è stato completato, in collaborazione con il Museo Statale Tattile Omero di Ancona, il percorso tattile che attraversa tutte le sale del Museo, arricchito da venticinque riproduzioni realizzate in stampa 3D, supporti progettati su misura e didascalie in italiano, inglese e Braille bilingue dedicate alla storia di Poseidonia-Paestum. Tutti gli elementi sono stati sviluppati secondo i principi dell'universal design e possono essere riutilizzati anche in esposizioni temporanee, mantenendo coerenza e continuità del progetto.

Il percorso tattile si integra inoltre con il progetto "E.LIS.A. per Paestum", promosso dalla Regione Campania insieme all'ENS e coordinato dalla Fondazione IFEL Campania con fondi della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'iniziativa mette a disposizione contenuti multimediali in Lingua dei Segni Italiana e International Sign Language, rendendo la visita sempre più inclusiva per il pubblico sordo.

Il progetto "Paestum fuori le mura" è stato sviluppato anche grazie alla collaborazione della comunità locale. Nel cortile del Museo è stata ripristinata la piena funzionalità dell'installazione realizzata nel 1972 da Carlo Alfano, grazie anche al sostegno della famiglia Palmieri dell'azienda Vannulo. L'opera, nata in seguito alla scoperta della Tomba del Tuffatore, rappresenta il primo esempio di installazione contemporanea collocata all'interno di un museo archeologico e, dopo il recente restauro, torna a dialogare con la celebre lastra dipinta attraverso il sistema di riflessi e rifrazioni ideato dall'artista.

Con il completamento dell'intervento il Museo Archeologico Nazionale di Paestum viene restituito ai visitatori nella sua configurazione definitiva, proponendosi come uno spazio in cui conservazione, ricerca e accessibilità si fondono in un racconto condiviso della storia dell'antica città e del suo territorio.
#Capaccio Paestum

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