È entrata ufficialmente in vigore la drastica contrazione dei sistemi di rilevamento della velocità voluta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, con una direttiva che impone criteri estremamente rigidi e uniformi per contrastare l'uso dei dispositivi come strumenti per rimpinguare le casse degli enti locali.
Il bilancio nazionale diffuso dal dicastero segna la disattivazione di circa 850 postazioni in tutta Italia, coinvolgendo direttamente anche il territorio della Campania.
La riforma stabilisce che la mappa dei controlli debba essere validata direttamente da un decreto del prefetto, introducendo l'obbligo tassativo di preavviso posizionando i cartelli di segnalazione almeno un chilometro prima del punto di rilevamento fuori dai centri abitati. Per evitare la proliferazione selvaggia degli apparecchi, viene inoltre sancita una distanza minima progressiva tra una postazione e l'altra.
Le nuove direttive impongono fortissimi vincoli anche sui limiti di velocità applicabili: i rilevatori automatici non potranno più operare nei tratti urbani con limiti inferiori ai 50 km/h, mentre sulle tratte extraurbane l'installazione è vietata qualora il limite imposto sia più basso di oltre 20 km/h rispetto a quello standard previsto dal codice per quella tipologia di strada. Novità sostanziali toccano anche le strumentazioni mobili installate a bordo delle vetture di pattuglia in movimento, il cui utilizzo viene d'ora in poi vincolato esclusivamente alla contestazione immediata dell'infrazione al conducente.
Il bilancio nazionale diffuso dal dicastero segna la disattivazione di circa 850 postazioni in tutta Italia, coinvolgendo direttamente anche il territorio della Campania.
Multe stradali, la riforma Salvini spegne i primi 7 autovelox in Campania
Nella regione campana l'applicazione dei nuovi requisiti ha determinato lo spegnimento immediato di 7 colonnine elettroniche non conformi, facendo scendere il numero dei dispositivi regolarmente omologati a 55, a fronte dei 62 precedentemente attivi lungo le arterie stradali regionali.La riforma stabilisce che la mappa dei controlli debba essere validata direttamente da un decreto del prefetto, introducendo l'obbligo tassativo di preavviso posizionando i cartelli di segnalazione almeno un chilometro prima del punto di rilevamento fuori dai centri abitati. Per evitare la proliferazione selvaggia degli apparecchi, viene inoltre sancita una distanza minima progressiva tra una postazione e l'altra.
Le nuove direttive impongono fortissimi vincoli anche sui limiti di velocità applicabili: i rilevatori automatici non potranno più operare nei tratti urbani con limiti inferiori ai 50 km/h, mentre sulle tratte extraurbane l'installazione è vietata qualora il limite imposto sia più basso di oltre 20 km/h rispetto a quello standard previsto dal codice per quella tipologia di strada. Novità sostanziali toccano anche le strumentazioni mobili installate a bordo delle vetture di pattuglia in movimento, il cui utilizzo viene d'ora in poi vincolato esclusivamente alla contestazione immediata dell'infrazione al conducente.

