SALERNO. Condannato a quattro mesi di reclusione il conducente del furgone che ha colpito ed ucciso il 21 enne Gerardo Rossomando il 14 marzo 2016, sulla strada tra Olevano sul Tusciano e la frazione Macchia di Montecorvino Rovella. L'uomo, R.P., era alla guida del furgone che si era schiantato, a causa di una manovra sbagliata, contro la moto del giovane.
La morte di Gerardo Rossomando
Rossomando fu
portato d'urgenza in ospedale ed
operato. Dopo circa mezz'ora dal suo arrivo, il cuore del 21enne
smise di battere. Quattro anni di reclusione, con
pena sospesa, per R.P.
All'epoca dei fatti, si scatenò una
polemica sui soccorsi. L'ambulanza del 118, infatti, avrebbe dovuto trasportare Gerardo prima all’ospedale di Battipaglia. A causa di un presunto guasto ai macchinari, però, lo avrebbe dirottato al nosocomio di Eboli. Dove era morto.
L'odissea dei soccorsi
Una vera e propria
odissea. Dopo la
denuncia dei genitori della vittima, che ritennero si fosse perso troppo tempo nei soccorsi, la Procura di Salerno aveva iscritto nel registro degli indagati sei persone: cinque sanitari (un medico del pronto soccorso, due radiologi, un rianimatore e un cardiologo dell’ospedale di Eboli). Oltre al conducente del furgone, condannato ieri dai giudici del Tribunale di Salerno.
Il condannato "salvato" per una decina di giorni dal reato di omicidio stradale
A "salvare" R.P. da una pena più pesante è stato il momento temporale in cui è avvenuto l'incidente mortale. Prima, cioè, della riforma e dell'entrata in vigore del reato di
omicidio stradale. La
nuova legge che prevede il reato di omicidio stradale, infatti, è entrata in vigore il 25 marzo 2016. Una decina di giorni dopo l'incidente costato la vita a Gerardo Rossomando.