Il professor Michele D’Alto, originario di Monte San Giacomo, alla guida della nuova UOC di Cardiologia del C.T.O. di Napoli: dieci posti letto, tecnologie avanzate e un futuro ampliamento del reparto.
C.T.O. di Napoli, il professor Michele D’Alto alla guida della nuova Cardiologia
È affidata al professor Michele D’Alto, originario di Monte San Giacomo, la direzione della nuova Unità Operativa Complessa di Cardiologia attivata presso l’ospedale C.T.O. di Napoli, Centro Traumatologico Ortopedico e presidio dell’Azienda Ospedaliera dei Colli.
Il reparto dispone attualmente di dieci posti letto monitorizzati ed è dotato di strumentazioni tecnologiche avanzate, pensate per assicurare una presa in carico rapida ed efficace dei pazienti affetti da patologie cardiologiche. Dopo la prima valutazione in Pronto Soccorso, i percorsi di cura possono proseguire direttamente al C.T.O. È già previsto, inoltre, un potenziamento futuro della struttura, con l’ampliamento fino a sedici posti letto e l’attivazione di UTIC ed Emodinamica.
Cardiologo di riconosciuto prestigio internazionale, D’Alto è considerato tra i principali esperti nel campo dell’ipertensione polmonare e delle aritmie. Nel corso della sua carriera ha coordinato numerosi studi clinici a livello internazionale ed è autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche su riviste specializzate. Proviene dall’ospedale Monaldi, dove ha operato per 24 anni, ricoprendo il ruolo di responsabile del Centro per la Diagnosi e Cura dell’Ipertensione Polmonare all’interno della UOC di Cardiologia e UTIC.
«Dal punto di vista strategico – sottolinea il professore – questo reparto rappresenta un tassello fondamentale che mancava in un polo dell’emergenza come il C.T.O. Una Cardiologia più solida e strutturata è essenziale per rispondere ai bisogni dei pazienti cardiologici che arrivano qui». D’Alto evidenzia inoltre l’importanza del lavoro in rete: «Opereremo in stretta sinergia con gli altri reparti, in particolare con il Pronto Soccorso, ma anche con il Monaldi e il Cotugno. Il nostro obiettivo finale sono i pazienti e ogni scelta sarà orientata a garantire loro le migliori cure. L’accoglienza ricevuta è stata straordinaria e rappresenta per me una grande responsabilità, oltre che un motivo di orgoglio umano».

