Un latitante del clan D'Alessandro è stato arrestato a Castellammare di Stabia. In azione nel pomeriggio di ieri, domenica 17 ottobre, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata. I militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del latitante Vincenzo Di Palma di 39 anni affiliato al locale clan camorristico “D’Alessandro”, accusato del reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti con l’aggravante del metodo mafioso.
Castellammare, arrestato latitante del clan D'Alessandro
Il provvedimento è scaturito da una più articolata
attività investigativa condotta, tra il 2017 ed il 2018, dai militari
dell’Arma di Torre Annunziata sotto il coordinamento della
Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, che nel mese di giugno del 2020 aveva condotto all’arresto di 27 affiliati al clan, facendo emergere il ruolo monopolistico della stessa organizzazione nel mercato degli stupefacenti sull’intera area stabiese, grazie anche alla strategica alleanza con le famiglie “Afeltra-Di Martino”.
Nel corso delle investigazioni è stato accertato il ruolo di spicco rivestito dallo stesso
Di Palma all’interno del clan egemone nel territorio stabiese, quale gestore della piazza di spaccio nella zona del centro storico di
Castellammare di Stabia denominata “in mezzo al Gesù”, peraltro in un momento di grande fibrillazione per la stessa città, causato dalla presenza di una illecita concorrenza con le altre piazze gestite dalla famiglia dei Vitale, i cosiddetti “Mariuoli”.
La latitanza di Vincenzo Di Palma
Di Palma, inoltre, si era reso latitante in seguito all’accoglimento da parte del
Tribunale del Riesame di Napoli dell’appello proposto dalla locale
Procura della
Repubblica – D.D.A. ed al successivo rigetto (pronunciato il 21 settembre scorso) del ricorso presentato dallo stesso presso la Corte Suprema di Cassazione, venendo rintracciato dai militari dell’Arma, in seguito alle incessanti ricerche, in un’abitazione di Castellammare di Stabia e successivamente trasferito nel
carcere di Secondigliano.