C'è un asse criminale che collega il territorio salernitano alle campagne della Lombardia dietro l'ultimo colpo inferto al narcotraffico itinerante. Un giovane di 19 anni, residente proprio nella provincia di Salerno, è finito in manette insieme a un ventenne pavese, accusato di aver gestito per oltre un anno una "piazza" di spaccio invisibile tra le province del Nord.
Il contributo del giovane salernitano alla logistica della banda era fondamentale: la rete, che operava con modalità tipiche delle organizzazioni paramilitari, utilizzava le aree agricole come scudo naturale, sfruttando nascondigli tra la fitta vegetazione e le strade sterrate per le consegne "mordi e fuggi". Per il diciannovenne, nonostante la giovanissima età, si sono spalancate le porte del carcere, mentre resta attiva la caccia a un terzo complice coinvolto nella filiera illegale che collegava il Sud al cuore produttivo della Pianura Padana.
La pista salernitana dello spaccio tra i campi: arrestato 19enne
L'indagine ha svelato il ruolo attivo del diciannovenne salernitano all'interno di una banda capace di trasformare i campi di mais e i canali di irrigazione del Cremonese in un fortino inafferrabile. Secondo gli inquirenti, il giovane si era spostato dalla propria terra d'origine per presidiare, tra il giugno 2024 e l'ottobre 2025, rifugi boschivi e aree rurali difficilmente accessibili, cambiando posizione più volte al giorno per evitare i blitz delle forze dell'ordine.Il contributo del giovane salernitano alla logistica della banda era fondamentale: la rete, che operava con modalità tipiche delle organizzazioni paramilitari, utilizzava le aree agricole come scudo naturale, sfruttando nascondigli tra la fitta vegetazione e le strade sterrate per le consegne "mordi e fuggi". Per il diciannovenne, nonostante la giovanissima età, si sono spalancate le porte del carcere, mentre resta attiva la caccia a un terzo complice coinvolto nella filiera illegale che collegava il Sud al cuore produttivo della Pianura Padana.

