La lotta allo sfruttamento agricolo torna prepotentemente in cima all'agenda politica della Regione Campania. Presso Palazzo Santa Lucia, si è riattivato ufficialmente il Tavolo regionale contro il caporalato, un vertice che ha visto la partecipazione corale di ottanta delegati tra esponenti istituzionali, sigle sindacali, associazioni di categoria e mondo del terzo settore.
Le linee guida tracciate dall'assessore alle Politiche sociali, Andrea Morniroli, puntano su tre pilastri fondamentali:
Pugno duro contro il caporalato in Campania
Il governatore Roberto Fico ha sottolineato l'importanza vitale di questo organismo, definendolo il pilastro su cui fondare un'azione di contrasto coordinata e sistematica contro ogni forma di schiavitù moderna nei campi. La strategia annunciata segna un cambio di passo: gli incontri non resteranno confinati nelle stanze del potere napoletano, ma diventeranno itineranti, toccando direttamente i territori provinciali più colpiti dal fenomeno per agire sul campo.Le linee guida tracciate dall'assessore alle Politiche sociali, Andrea Morniroli, puntano su tre pilastri fondamentali:
- Emersione e denuncia: abbattere il muro di omertà e paura che circonda gli abusi.
- Inclusione reale: attivare percorsi di regolarizzazione contrattuale e formazione professionale.
- Servizi di prossimità: potenziare la mediazione linguistica e il supporto socio-sanitario per i braccianti.

