La Campania avanza di due posizioni nell'XI edizione del rapporto "Le Equilibriste, la maternità in Italia", pubblicato da Save the Children a ridosso della Festa della Mamma.
Il rapporto presenta anche quest'anno il Mothers' Index regionale, sviluppato insieme all'Istat. Questo indicatore analizza sette ambiti fondamentali - Demografia, Lavoro, Rappresentanza, Salute, Servizi, Soddisfazione soggettiva e Violenza - attraverso 14 parametri derivati da fonti statistiche ufficiali.
L'Emilia-Romagna si conferma la regione più favorevole per le madri, con un punteggio di 110,115. La Campania, pur avanzando di due posizioni, si colloca ancora al 18° posto su scala nazionale. Per quanto riguarda la natalità, la Provincia Autonoma di Bolzano rimane in testa con il più alto numero medio di figli per donna (130,0). Seguono altre realtà con valori sopra la media nazionale, tra cui Trentino-Alto Adige (104,286), Sicilia (102,571) e Campania in quarta posizione a quota 101,714.
Soffermandosi sul lavoro, si registra un calo generalizzato a livello nazionale. Tra le cause principali compaiono l'inasprirsi della precarietà lavorativa – con un aumento delle donne con contratti a termine da almeno 5 anni (dal 17,4% al 19,1%) – e un incremento delle dimissioni tra le madri di figli piccoli (da 4,8 a 6,8 ogni 1.000 donne occupate). Nonostante ciò, la Campania ha mostrato miglioramenti: il tasso di occupazione femminile per madri con figli minori è salito dal 37,2% del 2024 al 39,9% del 2025 e si è ridotto il part-time involontario dal 18,7% al 16,2%. Con questo progresso, la regione passa dal 21° al 18° posto in quest'ambito.
Segnali positivi si registrano anche sul fronte della rappresentanza politica femminile a livello locale. A livello nazionale l'Italia ha raggiunto un valore di 108,108 nel 2025 e la Campania ha scalato sei posizioni nell'indice, salendo al 10° posto rispetto al 16° dell'anno precedente.
Ciononostante, note dolenti emergono quando si esaminano altre aree critiche. Nel settore della salute la Campania occupa l'ultimo posto in classifica (90,271), segnalando difficoltà rilevanti. Analoghi ritardi si riscontrano nei servizi per l'infanzia: con una presa in carico del 6,9% contro una media nazionale del 18,5%, la regione si ferma alla penultima posizione (20°), poco avanti alla Calabria e alla Sicilia. Al contrario, regioni come il Friuli-Venezia Giulia raggiungono l'eccellenza con il 40,5%.
Sul piano della soddisfazione soggettiva delle donne emergono disparità territoriali significative: ai primi posti spicca la Provincia Autonoma di Bolzano (135,398), mentre sul fondo della classifica troviamo Puglia (21° posizione con 88,339), Campania (20° con 88,756) e Calabria.
Infine, per quanto riguarda i centri antiviolenza e le case rifugio per ogni 100.000 donne, l'indice mostra una distribuzione ancora squilibrata nel Paese. Tuttavia, la Campania ha ottenuto miglioramenti in questo ambito, salendo all'ottavo posto rispetto alla decima posizione dell'anno scorso.
Nonostante alcuni progressi significativi in determinati settori, il rapporto evidenzia come ci siano ancora molte sfide da affrontare per garantire alle madri italiane un adeguato supporto e servizi equi in tutto il Paese.
Rapporto maternità Save the Children: la Campania avanza di due posizioni ma ci sono ancora lacune
Un quadro complesso emerge dall'XI edizione del rapporto "Le Equilibriste, la maternità in Italia", pubblicato da Save the Children a ridosso della Festa della Mamma. Nell'Italia di oggi, il percorso della maternità è ancora segnato da difficoltà nel conciliare lavoro e responsabilità familiari, con carriere che spesso subiscono interruzioni o rallentamenti e ostacoli al reinserimento lavorativo.Il rapporto presenta anche quest'anno il Mothers' Index regionale, sviluppato insieme all'Istat. Questo indicatore analizza sette ambiti fondamentali - Demografia, Lavoro, Rappresentanza, Salute, Servizi, Soddisfazione soggettiva e Violenza - attraverso 14 parametri derivati da fonti statistiche ufficiali.
L'Emilia-Romagna si conferma la regione più favorevole per le madri, con un punteggio di 110,115. La Campania, pur avanzando di due posizioni, si colloca ancora al 18° posto su scala nazionale. Per quanto riguarda la natalità, la Provincia Autonoma di Bolzano rimane in testa con il più alto numero medio di figli per donna (130,0). Seguono altre realtà con valori sopra la media nazionale, tra cui Trentino-Alto Adige (104,286), Sicilia (102,571) e Campania in quarta posizione a quota 101,714.
Soffermandosi sul lavoro, si registra un calo generalizzato a livello nazionale. Tra le cause principali compaiono l'inasprirsi della precarietà lavorativa – con un aumento delle donne con contratti a termine da almeno 5 anni (dal 17,4% al 19,1%) – e un incremento delle dimissioni tra le madri di figli piccoli (da 4,8 a 6,8 ogni 1.000 donne occupate). Nonostante ciò, la Campania ha mostrato miglioramenti: il tasso di occupazione femminile per madri con figli minori è salito dal 37,2% del 2024 al 39,9% del 2025 e si è ridotto il part-time involontario dal 18,7% al 16,2%. Con questo progresso, la regione passa dal 21° al 18° posto in quest'ambito.
Segnali positivi si registrano anche sul fronte della rappresentanza politica femminile a livello locale. A livello nazionale l'Italia ha raggiunto un valore di 108,108 nel 2025 e la Campania ha scalato sei posizioni nell'indice, salendo al 10° posto rispetto al 16° dell'anno precedente.
Ciononostante, note dolenti emergono quando si esaminano altre aree critiche. Nel settore della salute la Campania occupa l'ultimo posto in classifica (90,271), segnalando difficoltà rilevanti. Analoghi ritardi si riscontrano nei servizi per l'infanzia: con una presa in carico del 6,9% contro una media nazionale del 18,5%, la regione si ferma alla penultima posizione (20°), poco avanti alla Calabria e alla Sicilia. Al contrario, regioni come il Friuli-Venezia Giulia raggiungono l'eccellenza con il 40,5%.
Sul piano della soddisfazione soggettiva delle donne emergono disparità territoriali significative: ai primi posti spicca la Provincia Autonoma di Bolzano (135,398), mentre sul fondo della classifica troviamo Puglia (21° posizione con 88,339), Campania (20° con 88,756) e Calabria.
Infine, per quanto riguarda i centri antiviolenza e le case rifugio per ogni 100.000 donne, l'indice mostra una distribuzione ancora squilibrata nel Paese. Tuttavia, la Campania ha ottenuto miglioramenti in questo ambito, salendo all'ottavo posto rispetto alla decima posizione dell'anno scorso.
Nonostante alcuni progressi significativi in determinati settori, il rapporto evidenzia come ci siano ancora molte sfide da affrontare per garantire alle madri italiane un adeguato supporto e servizi equi in tutto il Paese.

