Momenti di paura ieri mattina all’interno della base aerea di Ali Al Salem, in Kuwait, dove sono schierati circa 300 militari italiani, tra cui quindici ufficiali e sottufficiali del 51° Stormo di Istrana. Poco dopo le 8, un missile è caduto nel perimetro dell’aeroporto, a breve distanza dal bunker in cui i militari erano rifugiati da sabato sera, a seguito dei precedenti attacchi che avevano danneggiato alloggi e pista di decollo.
Le comunicazioni con la base di Istrana non si sono mai interrotte, e il colonnello pilota Fabio Di Luca, comandante del 51°, ha mantenuto contatti costanti con le autorità locali e le famiglie dei militari. Sul posto, le misure di sicurezza sono state rafforzate, con pattuglie più frequenti e controlli intensificati.
L’arcivescovo e nunzio apostolico in Kuwait, Qatar e Bahrein, Eugene Martin Nugent, ha descritto la situazione come «drammatica», ricordando che basi militari e aeroporti rimangono obiettivi sensibili dei raid iraniani. Domenica, sei militari statunitensi erano rimasti uccisi in un attacco, mentre martedì due aerei militari americani sono stati abbattuti per fuoco amico.
Nonostante il rischio costante, i militari italiani restano sul posto, mentre alcuni contingenti locali hanno iniziato a lasciare la base. Le forniture di acqua e cibo nel bunker sono limitate, ma sufficienti per alcuni giorni.
Kuwait, soldati italiani colpiti da un missile
Secondo quanto riferito dai militari, che erano usciti dal bunker solo per una doccia, l’allerta è scattata immediatamente. Grazie alla preparazione e all’addestramento, tutti sono riusciti a rifugiarsi nuovamente in sicurezza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che «i soldati italiani sono al sicuro e incolumi».Le comunicazioni con la base di Istrana non si sono mai interrotte, e il colonnello pilota Fabio Di Luca, comandante del 51°, ha mantenuto contatti costanti con le autorità locali e le famiglie dei militari. Sul posto, le misure di sicurezza sono state rafforzate, con pattuglie più frequenti e controlli intensificati.
L’arcivescovo e nunzio apostolico in Kuwait, Qatar e Bahrein, Eugene Martin Nugent, ha descritto la situazione come «drammatica», ricordando che basi militari e aeroporti rimangono obiettivi sensibili dei raid iraniani. Domenica, sei militari statunitensi erano rimasti uccisi in un attacco, mentre martedì due aerei militari americani sono stati abbattuti per fuoco amico.
Nonostante il rischio costante, i militari italiani restano sul posto, mentre alcuni contingenti locali hanno iniziato a lasciare la base. Le forniture di acqua e cibo nel bunker sono limitate, ma sufficienti per alcuni giorni.

