Scadeva il 28 febbraio 2026 il termine fissato dalla normativa per l’approvazione del Bilancio di Previsione da parte dei Comuni, salvo eventuali proroghe. A Eboli, secondo quanto denunciano i consiglieri comunali Cosimo Pio Di Benedetto, Emilio Masala e Giuseppe Norma, l’atto non è stato adottato entro la scadenza prevista.
Il regime di gestione provvisoria limita l’operatività dell’ente locale agli atti urgenti e indifferibili, entro i limiti degli stanziamenti dell’ultimo bilancio approvato. In questa fase non è possibile avviare nuove programmazioni strutturali o investimenti che esulino dall’ordinaria amministrazione.
Secondo i firmatari dell’istanza, tale situazione rischia di incidere sulla pianificazione strategica della città, con potenziali ricadute sui servizi pubblici, sugli interventi già programmati e sulle prospettive di sviluppo. Il blocco della capacità di spesa e la ridotta autonomia gestionale potrebbero infatti rallentare procedure amministrative e progettualità in corso.
La richiesta di intervento prefettizio apre una fase delicata sul piano politico e istituzionale. Nelle prossime settimane potrebbero delinearsi sviluppi significativi per l’amministrazione comunale, chiamata ora a chiarire la propria posizione e a definire i passaggi necessari per superare l’attuale situazione contabile.
Eboli, bilancio non approvato: chiesto intervento del Prefetto
In una nota formale, i tre esponenti parlano di “gravissima inerzia” da parte dell’amministrazione comunale e sottolineano come la mancata approvazione del documento contabile determini automaticamente il passaggio dell’ente alla gestione provvisoria. Una condizione disciplinata dal Testo Unico degli Enti Locali che, richiamando in particolare gli articoli 63 e 141 del TUEL, può comportare conseguenze rilevanti sul piano amministrativo e istituzionale.Il regime di gestione provvisoria limita l’operatività dell’ente locale agli atti urgenti e indifferibili, entro i limiti degli stanziamenti dell’ultimo bilancio approvato. In questa fase non è possibile avviare nuove programmazioni strutturali o investimenti che esulino dall’ordinaria amministrazione.
Secondo i firmatari dell’istanza, tale situazione rischia di incidere sulla pianificazione strategica della città, con potenziali ricadute sui servizi pubblici, sugli interventi già programmati e sulle prospettive di sviluppo. Il blocco della capacità di spesa e la ridotta autonomia gestionale potrebbero infatti rallentare procedure amministrative e progettualità in corso.
La richiesta al Prefetto
Alla luce di quanto esposto, Di Benedetto, Masala e Norma hanno formalmente sollecitato l’attivazione delle procedure previste dall’articolo 141 del TUEL, che disciplina le ipotesi di scioglimento del Consiglio comunale in caso di mancata approvazione del bilancio nei termini di legge.La richiesta di intervento prefettizio apre una fase delicata sul piano politico e istituzionale. Nelle prossime settimane potrebbero delinearsi sviluppi significativi per l’amministrazione comunale, chiamata ora a chiarire la propria posizione e a definire i passaggi necessari per superare l’attuale situazione contabile.

