Ci sono alcuni
nomi vietati dalla
legge. Non è possibile infatti chiamare i propri figli in ogni modo possibile anche se le scelte certamente non mancano. Ci sono alcuni nomi con i quali non è possibile registrare i propri figli dopo la
nascita, scopriamo quali sono.
In
Italia una delle norme che regolano il nome è stata aggiornata nel 2000 (Dpr 396) da un precedente provvedimento del 1939.
Non si può imporre a un bambino lo stesso nome del padre (come in America con il “Jr.”), come anche di fratelli o sorelle viventi.
I nomi vietati dalle legge: no al nome di genitori e fratelli
In primo luogo non è possibile dare ai
figli il proprio nome, quindi quello dei genitori, né quello dei fratelli, per motivi di praticità burocratica. Nel caso del nome dei genitori, è concessa l'eccezione del
"Junior" come accade
negli Stati Uniti d'America.
No ad alcuni nomi provenienti dalla letteratura
Banditi anche alcuni
nomi provenienti dalla
letteratura come
Dracula e
Biancaneve. È
decaduto il divieto per i termini geografici, anche se c’era
tolleranza, ad esempio, per “
Italia”; “
Asia” era accettato in quanto nome della ninfa greca figlia di Oceano e Teti, madre di Prometeo.
I nomi dei personaggi storici
Ovviamente non è possibile chiamare i propri figli con nomi di determinati
personaggi storici come, ad esempio,
Adolf Hitler o Iosif Stalin.
No a nomi non consoni al genere del nascituro
Un maschio non può essere chiamato con un
nome femminile e, viceversa, una femmina non può essere chiamata con un nome maschile. Resta l'eccezione per alcuni nomi come, ad esempio,
Andrea, "adattabile" ad entrambi i generi.
Vietati nomi inventati
Alla fantasia individuale viene posto un freno dalla legge: in caso di nome particolarmente originale, viene chiesto ai genitori da
dove questo tragga ispirazione.
Non più di tre nomi
In passato, non era inusuale per una persona avere molti nomi. Per questioni burocratiche, tuttavia, si è deciso di
fissare a tre i nomi possibili che può avere una singola persona.
Vietati i nomi ridicoli
La legge inoltre vieta l'utilizzo di
nomi inerenti a difetti fisici o psicologici che potrebbero suscitare ilarità.