Unisa guarda al Mediterraneo ma il Rettorato resta a Fisciano: D’Antonio traccia la rotta dell’Ateneo

L’Università di Salerno punta ad ampliare sempre di più la propria presenza sul territorio, da Salerno ad Avellino fino al Cilento e alla Costiera Amalfitana, ma il cuore della governance continuerà a essere il campus di Fisciano. È uno dei punti centrali indicati dal rettore Virgilio D’Antonio nel tracciare un bilancio del suo primo anno alla guida dell’Ateneo e le direttrici di sviluppo per il futuro. Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino
D’Antonio ha chiarito che nei prossimi mesi sono previsti investimenti anche nel capoluogo, dove l’Università intende consolidare la propria presenza attraverso una sede di prestigio. Nessun trasferimento, però, per il Rettorato, destinato a rimanere all’interno del campus.
Il campus resta il cuore di Unisa
Il rettore ha spiegato di essersi confrontato nei giorni scorsi anche con il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, ribadendo il valore storico e identitario del rapporto tra l’Ateneo e la città.
Per D’Antonio, tuttavia, il nome “Salerno” non rappresenta un confine geografico entro il quale limitare l’attività universitaria. L’obiettivo è quello di costruire una presenza sempre più capillare sui territori, mantenendo però Fisciano come centro operativo e istituzionale.
"Andremo a Salerno e ad Avellino, ci immergeremo nel Cilento, valorizzeremo la Costiera Amalfitana", è la prospettiva indicata dal rettore, che definisce Unisa una “università del Mediterraneo” chiamata a trasferire conoscenze e competenze verso le comunità circostanti.
L’incontro con la comunità di Penta
D’Antonio ha affrontato questi temi durante “Ponti di Comunità: l’Università incontra il territorio”, iniziativa organizzata a Penta dal Laboratorio scientifico internazionale CCiSuD – Cambiamenti culturali, disuguaglianze e sviluppo sostenibile, insieme alla Fondazione Universitaria dell’Università di Salerno.
Il progetto punta a creare un collegamento più stretto tra ricerca, istituzioni e società civile, valorizzando contemporaneamente memoria locale e sviluppo futuro.
Per il rettore l’appuntamento ha assunto anche un significato personale. A Penta ha infatti ricevuto una targa in rame dedicata al nonno, Virgilio D’Antonio Senior, veterinario, protagonista della vita culturale e civile locale nel secondo dopoguerra e primo presidente del Circolo Sociale tra il 1952 e il 1953.
D’Antonio: “Penta per me è casa”
Il rettore ha ricordato gli anni dell’infanzia trascorsi tra le strade e i vicoli di Penta, sottolineando quanto quella comunità abbia contribuito alla sua formazione personale.
Da qui anche la riflessione sul rapporto tra Università e territorio: l’Ateneo, secondo D’Antonio, non deve essere percepito come una realtà separata, ma come una componente dell’identità costruita negli anni dalle comunità che gravitano intorno al campus.
Il primo anno da rettore è stato utilizzato anche per approfondire la conoscenza delle diverse realtà dell’Ateneo e delle numerose eccellenze presenti al suo interno.
Una scoperta archeologica nel Cilento
Tra i progetti annunciati figura anche la presentazione, prevista entro la fine di settembre, di una scoperta archeologica realizzata da Unisa a Caselle in Pittari.
D’Antonio la descrive come un ritrovamento capace di offrire nuovi elementi sulla conoscenza delle popolazioni italiche e preromane e ha indicato la possibile presenza del ministro Alessandro Giuli alla presentazione.
L’iniziativa rientra nel percorso attraverso il quale l’Università sta rafforzando i rapporti con i comuni del Cilento e con le diverse realtà territoriali della provincia.
Bike sharing tra campus e comuni della Valle dell’Irno
Sul fronte della mobilità sostenibile, è prossimo alla partenza anche un progetto di bike sharing sviluppato dal Dipartimento di Ingegneria Civile.
Il sistema collegherà il campus e le residenze universitarie con Fisciano, Baronissi, Mercato San Severino e Montoro, e sarà utilizzabile anche dai cittadini.
Una soluzione pensata per rendere più semplici gli spostamenti nell’area universitaria e favorire forme di mobilità a minore impatto ambientale.
Quantum Computing, confermato il progetto nel campus
Tra le sfide considerate più rilevanti per il futuro c’è infine il Quantum Computing.
Secondo quanto riferito da D’Antonio, il presidente della Regione Campania Roberto Fico avrebbe confermato l’investimento previsto per questa tecnologia, che resterà ospitata nel campus universitario dopo una fase definita dal rettore complessa.
Per D’Antonio si tratta di un progetto in grado di incidere profondamente sulle prospettive della Valle dell’Irno, rafforzando il ruolo dell’Università di Salerno nell’innovazione e nella ricerca avanzata.
La linea indicata per i prossimi anni è dunque quella di un Ateneo sempre più aperto al territorio e al Mediterraneo, senza rinunciare al ruolo centrale del campus di Fisciano nella propria identità e organizzazione.




