Ormai da oltre sei mesi, e soprattutto dal termine del primo
lockdown, i
Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari
hanno intrapreso una complessa e incessante
campagna di
controlli, anche con l’ausilio di droni, tesi a reprimere fenomeni di abbandono di rifiuti nonché di illeciti sversamenti da parte di imprese operanti nelle aree del Bacino Idrografico del
fiume Sarno.
Fiume Sarno, i controlli dei Carabinieri
Già la
prima fase dei
controlli aveva portato alla
denuncia in stato di libertà di nr.
48 persone e all’individuazione di nr.
26 scarichi abusivi, con contestuali nr.
15 sanzioni amministrative; successivamente, i Carabinieri del Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli con i dipendenti Nuclei Operativi Ecologici di Napoli e Salerno e dei Gruppi Carabinieri Forestali di
Napoli,
Avellino e
Salerno, hanno proseguito nelle ulteriori verifiche di opifici industriali, insistenti nell’alto, medio e basso Sarno, con numerosi sequestri di aziende responsabili di illecito smaltimento di rifiuti e scarichi non autorizzati di acque reflue industriali, come accertato dai militari con la collaborazione tecnica di personale dell’
ARPAC, sotto il coordinamento sinergico delle
Procure della Repubblica di
Avellino,
Nocera Inferiore e
Torre Annunziata. Si tratta dunque di uno sforzo coordinato e congiunto di tutte le Istituzioni, finalizzato ad accertare e porre un freno alle cause dell’inquinamento del
fiume Sarno.